Album
Dorian Electra
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Riccardo Zagaglia
- 24 Aprile 2026
Scelta forse rivedibile quella di realizzare un disco di cover già al quarto album, ma per Dorian Electra la spinta iniziale (Flamboyant del 2019 e My Agenda del 2020) ha ormai terminato il proprio corso di pari passo alla fine del periodo d’oro dell’hyperpop (del quale l’americana era uno dei nomi più caldi all’epoca).
Dopo una non memorabile parentesi con influenze industrial e metal (Fanfare) Dorian Electra tenta di rimanere sui binari della contemporaneità andando a spostare il baricentro verso quel revival electro anni 00s (tra indie sleaze e bloghouse) che sta dilagando negli ultimi mesi con dieci cover di brani di enorme successo e fama rivisitati di volta in volta in formato fidget (Feel Good Inc. dei Gorillaz), indietronica (Young Folks, Peter Bjorn and John), pseudo-dub (The Model, Kraftwerk) o autoscontri-via-Grimes (Caribbean Blue, Enya).
Il giochino – per quanto non esattamente apprezzabile e riuscito – regge abbastanza bene sulle hit pop anni 00s dove siamo più in zona remix che cover (Shakira, No Doubt, Eminem…) mentre si sgretola quando il materiale maneggiato ha un peso specifico maggiore (le versioni innocue e pasticciate di Mr. Tambourine Man, Scarborough Fair o Bizarre Love Triangle).
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