Album

Interstellar Black Space

20 Maggio 2022 soul rnb funk jazz

Il pubblico italiano ha conosciuto il tastierista Brandon Coleman attraverso la sua militanza nel collettivo di musicisti losangelini denominato West Coast Get Down e di conseguenza nella band che da anni accompagna Kamasi Washington sia in studio che dal vivo. Questo suo nuovo Interstellar Black Space segue di quattro anni l’uscita di Resistance, suo primo album in veste di titolare ad essere pubblicato da Brainfeeder. Ancora una volta, in questa sua versione solistica, Coleman ha modo di dare sfogo alla propria inclinazione per il funk più elettronico e di fare sfoggio del proprio talento di tastierista e vocalist, oltre che compositore. Punti fermi del suo sound restano le produzioni di Herbie Hancock, George Duke e Stevie Wonder databili intorno alla seconda metà dei 70, con tanto di uso ed abuso del famigerato vocoder compreso, ma anche il P Funk di George Clinton, il jazz contaminato di Chick Corea e Weather Report ed il sound elettrizzante di Minneapolis, quello di Prince e di The Time per intenderci.

Tutte queste influenze ed una passione per la fantascienza più utopica e cosmica danno vita ad un caleidoscopio sonoro eccitante, tra momenti più trascinanti e serrati come Blast Off, On The One e Runnin ed altri di più atmosferici e di largo respiro come Say When, Be With Me e Just Stay, tanto quanto a puntate nel jazz più tradizionalmente inteso, come accade in Astral Walk. A supportare Coleman e a rendere tutto questo possibile, un cast di virtuosi: Patrice Quinn, Ryan Porter, Samir Elmehdaoui, Stanley Rudolph, Sean Sonderegger, Yvette Holzworth, Keyon Harrold, Ben Williams e Marcus Gilmore. A questi si aggiunge lo stesso Kamasi Washington nella articolata We Change, divisa in due parti ed uno dei brani più salienti dell’album.

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