Album

Beauty's Pride

6 Giugno 2025 pop rock indie synthpop elettroacustica

Con un po’ di cinismo potremmo dire che Born Ruffians sono una di quelle band che vengono ricordate (quando vengono ricordate…) più per il nome che per la musica: dopo un buon esordio (Red Yellow & Blue del 2008) che sembrava andare in scia ai contemporanei Vampire Weekend (ma inglobando anche elementi Violent Femmes e Modest Mouse), i canadesi guidati da Luke Lalonde – fatta eccezione per il singolo furbetto Needle del 2013 – sono progressivamente spariti dai radar nonostante una discografia comunque intensa (tra cui il trittico pandemico JUICE, SQUEEZE e PULP).

Basta l’ascolto di Mean Time posta in apertura di scaletta per comprendere la svolta che la band ha voluto dare al proprio sound a 20 anni dall’esordio. Nel nuovo album Beauty’s Pride i Born Ruffians citano le sonorità meticce ma elettroniche degli Underworld e della colonna sonora di Trainspotting con un tocco balearico.

Il resto dell’album infatti non se la batte solamente tra ritornelli power-pop (What a Ride), pop-rock arena-ready (To Be Seen) e generico indie-pop: è piuttosto evidente la voglia di tentare nuove soluzioni (la vellutata psych-chill pop di Can We Go Now cantata da Maddy Wilde, da qualche tempo membro stabile della band), nuove soluzioni che però a volte tendono ad essere più interessanti sulla carta che nel risultato finale (l’ambient-ballad All My Life) mentre altre volte proprio non funzionano (Let Your Down).

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Mean Time
  • 2 To Be Seen
  • 3 What A Ride
  • 4 Let You Down
  • 5 All My Life
  • 6 Athena
  • 7 Can We Go Now
  • 8 Incoming
  • 9 Supersonic Man
  • 10 The Knowing Is Easy
  • 11 Do
  • 12 Hi
  • 13 In The Meantime
  • 14 Beauty's Pride
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