Album
Anyway
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Riccardo Zagaglia
- 22 Agosto 2025
Sembra passato davvero tanto tempo da quando il nome Anamanaguchi rimbalzava di frequente tra gli addetti ai lavori, ed effettivamente così è perché – esclusa la colonna sonora della serie Scott Pilgrim Takes Off, uscita ad oltre dieci anni di distanza dal videogame Scott Pilgrim vs. the World, con OST sempre curata dagli americani – la formazione newyorkese guidata da Peter Berkman non pubblicava album dal 2019, quando uscì [USA].
Oggi torna con Anyway e il cambio di rotta è evidente fin dalla copertina: basta artwork e immaginario digital-cartoonesco, qui abbiamo la più classica delle case emo del midwest non troppo dissimile da quelle iconiche immortalate sulle copertine di American Football e Hotelier. Gli elementi che hanno fatto degli Anamanaguchi un progetto di culto (chiptune, bit music) sono stati quasi del tutto abbandonati in favore di un indie rock (prodotto nientepopodimeno da mister Dave Fridmann) dai contorni vagamente slacker che flirta sia con il power pop/pop-punk, sia con il noise pop/gaze (Sparkler) con una frequente propensione all’anthem caotico (tipo un Jeff Rosenstock meno punk o dei Japandroids con più strumenti), il risultato è – incredibilmente – piacevole. Curiosa la parentesi Valley Of Silence in cui sembrano cimentarsi in un tributo ai Cure di Disintegration.
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