Album

Strobe.rip

16 Giugno 2023 noise electro elettronica
PAN

A tre anni da Tearless, pubblicato sempre da PAN, il duo finnico Amnesia Scanner formato da Ville Haimala e Martti Kalliala si allarga a trio annoverando alla voce e alla creatività il francese di base a New York Freeka Tet. Il risultato è STROBE.RIP a tutti gli effetti una collaborazione che dalla musica promette di estendersi a performance, installazioni, video e quant’altro.

Gli Amnesia Scanner vivono il mondo che hanno creato, leggiamo nella press. Tutto vero, siamo ancora qui ad ascoltarli ibridare cyber pop e rock proseguendo l’estetica digital-chitarrosa inaugurata da un album seminale come Garden Of Delete. Il metal gazing lì pasturato da OPN c’è ancora (Damon, Merge) ma i finnici non si pongono barriere e masticano un ampio set di chitarre 90s, il tutto filtrato digitalmente e con la vocina trademark (Cat) ad avvicendarsi con quella della new entry (Ledge).

Passato l’effetto novità, abbiamo alti e bassi, in Disperse sembra di sentire William Gibson alle prese con una dei Pixies e va anche bene così. Sul resto, gli Amnesia Scanner troppo spesso finisco per assomigliare alla versione laboratoriale e arty dei 100 Gecs, con il problema che ne risultano una variante più seriosa, con episodi dilatatamente pop come abandoned.club e Scorpoins, Bats & Spiders ad esser messi lì (apparentemente) senza un preciso scopo.

Il colpo da maestro del progetto rimane AS, quando ad essere preso in esame era un mondo post-rave e/o avant-EDM, sugli ibridi (cyber) rock Another Life si conferma pietra d’angolo. Ciò che è venuto dopo non è che una (pur dignitosa, e forse autoreferenziale) replica.

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