Album

After EP

4 Aprile 2025 pop rock

Sette anni fa per descrivere l’EP Sugar & Spice di Hatchie scomodavamo nomi come Sixpence None the Richer e Natalie Imbruglia. Da allora l’australiana – pur continuando a pubblicare ottime uscite di genere – non è riuscita a raggiungere un pubblico ampio e nonostante tutto il revival late 90s e i più recenti ripescaggi dell’estetica Y2K da parte della gen-Z, non si è davvero mai avuto un nuovo boom di quelle sonorità.

Ci provano i californiani After con un EP che sintetizza perfettamente un certo periodo storico in formato pop-rock. Il duo composto da Justine Dorsey e Graham Epstein (entrambi classe 1995) mette in fila cinque tracce che non faticheranno a riaccendere memorie (e le conseguenti nostalgie) a chi a cavallo del 2000 passava le giornate a fare zapping passando da MTV a Videomusic, da MatchMusic a Viva. Anche – e forse soprattutto – a chi all’epoca riteneva quel suono troppo banalotto, commerciale o zuccheroso.

L’apporto melodico arriva direttamente dalla Alanis Morissette post-Jagged Little Pill, da Michelle Branch, da Dido, dai Texas o dai Frou Frou mentre i beat riprendono le batterie (e le drum machine) cadenzate di quegli anni immediatamente successivi all’ondata trip hop e downtempo, lasciando però spiragli verso contesti più “elettronici” di gente come PinkPantheress (il 2 step di Lichen) e Oklou.

Talvolta quasi ridicoli nel voler essere a tutti i costi così Y2K (vedi anche i videoclip, ma anche l’artwork frutiger-aero), gli After sanno però scrivere immediate canzoni pop-rock come pochi altri nell’attuale panorama musicale (300 Dreams e Ever in particolare). Pubblicata successivamente all’EP la traccia Deep Diving conferma le impressioni (qui i rimandi vanno fino alle All Saints di Pure Shores).

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