Quando un artista vuole stare al sicuro inizia a produrre copie dei suoi lavori più acclamati. Allo Studio Guenzani la Manzelli si libera dell'identità.
Stando a quel che si dice in giro, Margherita Manzelli (1968) è la pittura italiana. Negli ultimi anni l’artista ha rappresentato l’Italia alla Biennale di San Paolo in Brasile nel 2002 e a quella di Venezia nel 2003, ha esposto diverse personali alla Greengrassi di Londra, all ’Art Institute of Chicago, al Maxxi di Roma e al Museum of Modern Art di Dublino.
“Il buio sbiadisce. La luce delimita. Tutto frontale la dimensione umana” è il titolo della mostra di Margherita Manzelli allo Studio Guenzani di Milano, la prima personale dopo cinque anni. I suoi soggetti sono sempre state donne emaciate, sguardi che lasciano intendere qualcosa di poco chiaro e, quindi, angosciante. Creano un’intesa con lo spettatore, il quale rimane col dubbio di chi non è sicuro se conosce o no quella ragazza che lo sta guardando, vorrebbe fare qualcosa per scoprirlo, ma l’unica possibilità di interazione è la contemplazione. Lo sfondo è sempre stato quasi asettico, scarno come le figure, ma di un colore. In questa personale, invece, è il vuoto a prevale, il nero. “La luce delimita” la figura conferendole contorni netti, mentre dietro e intorno a lei il buio apre un universo di assenza.
Sono due quadri, uno molto grande, l’altro piccolo. Soprattutto nel primo l’artista apre nuove prospettive per la sua futura ricerca. Se fino ad ora abbiamo visto nei suoi lavori una meticolosa attenzione formale, quasi una certa cautela, adesso lo sfondo si riempie di strani esseri coloratissimi e molto poco realistici. Anche la figura di donna ha uno sguardo meno inquietante, il suo sorriso è quasi rassicurante. La fantasia ha preso il sopravvento sul controllo dell’espressione. “La dimensione umana” è in questo caso quella onirica. Il nero e gli esserini fanno chiarezza sull’universo interiore della figura: la libertà rivendica il suo diritto di esistenza.
Il buio e la luce sono temi centrali di questa mostra. La luce diffusa è stata eliminata in favore di una luce direttissima, che svela ciò che vuole lasciando ignoto il resto. L’artista non lascia niente di indefinito. Il buio è molto meno indefinito rispetto al sospetto che destavano le sue vecchie opere. È chiaro: è buio.
Spesso, nella produzione di un artista, si assiste ad una ripetizione perseverante dello stesso tema o dello stesso soggetto. L’artista si assicura così la sua riconoscibilità e la sua “serietà”, a scapito della ricerca espressiva vera e propria, della sua crescita personale e dell’arricchimento culturale della società. In questa ultima mostra, invece, Margherita Manzelli effettua un distacco dai vecchi lavori e si catapulta verso un ignoto che rappresenta nei nuovi. È giusto che il coraggio, in ogni sua manifestazione, venga encomiato, com’è giusto che esso venga sempre, in qualche modo, ripagato.
Margherita Manzelli fino al 29 Luglio 2005
Guenzani, via Melzo 5, 20129 Milano
per informazioni: 02 29409251/ 0229532971
orari: dal mercoledì al sabato, dalle 15 alle 19
nel mese di luglio la galleria rimane chiusa il sabato.