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La promiscuità dell'arte contemporanea

una rubrica d'arte a cura di Davide Valenti

Quanti anni si devono avere per fare una personale in uno spazio istituzionale con tanto di curatore e di sovvenzione del comune? Quanti anni si devono avere per fare l’artista?

Immagine: Luka Moncaleano, B2.5V, 2005, pastello, acrilico ed elaborazione digitale, 140x127 cm.

Luka Moncaleano

di ©2005 Davide Valenti

Lo stupore contagia tutti quelli che sanno dell’evento: Il 19 Giugno è avvenuta presso la Fabbrica del Vapore l’inaugurazione della personale di Luka Moncaleano. La mostra, curata da Alessandro Riva, è un progetto di Italian Factory ed è sovvenzionata dal comune di Milano. L’artista è il vincitore del Premio Italian Factory per la giovane pittura italiana. Ma la vera notizia è questa: Luka Moncaleano (1990) ha quattordici anni. La Sorpresa è d’obbligo, ma, pensandoci bene, perché tanto stupore? Non dovrebbe essere ormai un segreto per nessuno che l’arte sia quella del bambino che è in noi. Certo, un bambino non ha la sapienza tecnica ed espressiva di LuKa, ma siamo nel 2005 e Luka ha avuto tutti gli stimoli e gli strumenti adatti ad apprendere quella sapienza. In fondo non ci vuole molto ad essere come Luka Moncaleano. Avere quattordici anni, vincere un premio d’arte, essere figlio della video artista Maria Assunta Karini, vivere nel caos informatico del ventunesimo secolo, sovraccaricarsi inconsciamente dei dati delle culture più diverse e disparate… Per essere come Luka Moncaleano basta essere Luka Moncaleano.

Detto ciò, bisogna ammettere che Luka stupisce non solo per la sua età, ma soprattutto per la sua bravura. Alla mostra sono presenti 19 quadri raffiguranti uccelli mutanti, raddoppiati, in pose innaturali oppure leggermente antropomorfizzate quel tanto che basta a suscitare un leggero disgusto. Inoltre 10 sculture in vetroresina rappresentano esseri dalla testa di bambino e dal corpo di pulcino. Riguardo alle tecniche usate, Luka non si pone limiti di genere e dimostra una certa indipendenza: i quadri sono elaborazioni digitali di immagini sulle quali intervengono il pastello e l’acrilico.

Il tema dell’ibridazione uomo-animale viene spesso racchiuso dai critici in quello della critica al progresso scientifico. Il comunicato stampa della mostra dichiara che Luka vuole esprimere “la sua idea di arte incentrata sul tema delle sperimentazioni biologiche e delle trasformazioni genetiche.” Sembrano però dare all’opera un senso più ampio le parole dello stesso artista nell’intervista di Chiara Canali per il catalogo della mostra: “Ho voluto rappresentare me stesso bambino per avermi sempre davanti e poi ho voluto esprimere le mie sensazioni e i miei desideri, come l’idea di vedermi volare…”. Di fatto, il tema della Metamorfosi, da Ovidio a Karin Andersen, è un tema straordinariamente ricco di significati che solo con violenza possono essere ricondotti a quello della Bioetica. La metamorfosi è cambiamento di prospettiva, contestazione della cultura antropocentrica, distruzione di vecchi paradigmi e costruzione di nuovi, creatività euristica, voglia di dare fastidio, shockare…e infinite altre sensazioni per lo più indescrivibili.

Si possono percepire nei lavori di Luca gli echi di artisti come Damien Hirst, i fratelli Chapman e Luigi Ontani. Di solito ci si avvicina in età più avanzata a certi autori dell’arte contemporanea, Luka ha potuto scoprirli prima. Così, se i suoi coetanei hanno un’immaginazione disneyana, Luka ne ha una Chapmaniana.

Milano, La Fabbrica del Vapore
19 Giugno – 10 Luglio 2005
tutti i giorni 11.00 – 18.30 / domenica 13.00 – 18.30 / lunedì chiuso.
catalogo Italian Factory

Per informazioni: Adicorbetta
comunicazione@corbetta.org
t. 02 36517482 / f. 02 36 51 74 88