Una pittura di difficile decifrazione in cui lo spirito partenopeo usa la globalizzazione solo come un altro mezzo per esprimere le proprie radici. In attesa della sua prossima mostra, abbiamo chiesto a Roxy In The Box da dove viene tutto quel guazzabuglio di soggetti strambi.

Tra pseudo-prodotti da supermercato e ritratti dal sapore di pastiera napoletana, Roxy in the Box è anche stata recentemente a Milano in occasione della collettiva Transformation, curata da Gianluca Marziani, alla Galleria Stragapede|Perini.
Aspetta che giro la ruota poi me compro na consonante e due vocali così comunichiamo meglio. Senti qui si parla tanto di comunicazione globale...io mi sento un fenomeno assaje glocale se poi casomai dovessi assomigliare a qualcun altro dall´altra parte del globo...io manco me ne accorgo...quindi ti posso dire che quello che cerco di comunicare è tutto quello che mi gira intorno tradotto dal mio mondo quello che ho vissuto io.
L´ultimo lavoro appeso alla parete che sto per finire parla di un "punto di svista..."con un sottotitolo" Pensavi che era una banana e invece è nu puparuol (peperone in italiano)...a questo pezzo mancano solo i ritocchi ed è terminato. Di cosa parla? Aspetta che mò l´intervisto...ok mi dice che nun vò parlà...aspetta che ci riprovo...(dopo varie insistenze)...mi dice che è tutto molto semplice da comprendere...basta non confondersi, così poi non ci resti male se mentre stai per sbucciare una banana ti rendi conto che stai ammazzando un peperone ...mi dice anche che da un punto di svista si può ricominciare a vedere meglio quello che c´è in giro...mò basta...ha ripreso a fare il quadro...cià cià ...ti saluta.
Certo non si può mica dire tutto?...aò bisogna essere ecologici, qualcosa a me deve sempre restare...dire tutto e tanto stanca...e poi mi diverte lasciare un po' le cose in sospeso.
Gigino mille lire, nennell a´ ross, ciruzz o´salumier...Don Pepp...l´avvocato del terzo piano, il dermatologo di mia sorella, la commercialista, il notaio, il pappone, il disoccupato organizzato, mia madre...

UNDERGROND???????...Ma te sei matto!!!!!!!!...di underground ci so rimaste solo le zoccole, quelle grigie con i denti di fuori...io vivo al sole...sulla crosta in superficie a sniffare puzze di munnezza e smog come il resto del popolino...chi si definisce oggi undergruond non gli credere mai...non esistono...tutti sono sempre pronti per un posto al sole.
Ti riferisci a Psicosomaro...è un lavoro a cui tengo tanto...quando lo penso mi commuovo. In realtà c´è molto dell´esperienza che ho avuto con gli uomini a cominciare da mio padre. Essere uomini e far finta di niente... Invece quello con l´agnellino (in realtà è un cucciolo di leoncino), il suo titolo è "Soflan"...il personaggio in questione abbraccia un peluche morbido e tutto intorno a lui ci sono mosconi che infastidiscono l´odore che avrebbe potuto emanare il quadro...questo pezzo per me rappresenta l´acidità nascosta.
Te ne dico solo qualcuno tra cui Alex Katz, Jeff Koons, Stella Vine, Karin Andersen, Stefania Fabrizi, Francesco Impellizzeri, Massimo Ruiu, Angelo Bellobono, Mauro di Silvestre, Xian Gena, Giuseppe Di Martino, Dana Schutz, Chantal Joffe...potrei continuare ma mi fermo...da come puoi capire prediligo la pittura...parecchi di questi ho avuto la fortuna di incontrarli...con alcuni c´è una meravigliosa amicizia che nasce da una profonda stima e con cui si scambia tanto tanto...
Napoli è il mio laboratorio, è la mia disperazione...se penso a Napoli come città mi viene da piangere, qui è un massacro...Napoli invece come realtà attiva nell´arte contemporanea...mi viene da pensare ad un bel salottificio...tante belle sedute e poca ricerca sul territorio...
Boh, forse New York?...
Minchia....aò la musica non ti abbandona mai...è preziosa...sempre disponibile...in questo momento sto ascoltando If She Wants Me dei Belle and Sebastian...ho un amore antico...il gruppo musicale con cui ho nutrito sia la mia adolescenza che mia nonna (poverina era costretta ad ascoltarli tutti i giorni ad un volume spaccacranio) sono gli Smiths...ancora oggi li ascolto...

Forse è meglio non pensare...è una situazione strana...eppure viviamo in una piccola nazione con tanti artisti e tante gallerie...ma tutti si lamentano...secondo me il problema reale di oggi è che non esistono più dei veri mercanti...sai quelli travestiti da Sandokan con il coltello tra i denti...oggi chiunque può aprire una galleria anche se non hai nessuna attitudine alla vendita...questo penalizza tanto l´artista...senti il discorso è lungo e complicato...per l´artista è solo una questione di resistenza...non bisogna mollare...malgrado tutto...
...Certo i leccaculo ci sono sempre ma chi se ne frega...!!!!!...Ma chi se ne frega pure degli innovatori...se vogliono ti fanno passare tutto per innovazione...anche se sono dei bluff...come ti dicevo prima è solo una questione di resistenza...solo così vai avanti....