Com’è la situazione dell’arte contemporanea in Italia nel 2006? Chi è di moda? Cosa comprano gli italiani? Impressioni a freddo alla luce della nuova Arte Fiera

Arte fiera rappresenta il mercato dell’arte. Anche quest'anno è arrivata la fiera di Bologna a mostrarci la situazione dell'arte contemporanea italiana.
Sono quattro grandi padiglioni. Due sono riservati alla produzione artistica più recente. È interessante fare un esperimento: vedere prima i padiglioni che presentano le opere di qualche anno fa e poi andare ai padiglioni superiori con i lavori degli artisti odierni. Riuscirete a non stupirvi di nulla.
Tuttavia sembra esserci qualcosa di nuovo. Di solito sono lavori che utilizzano diversamente dal passato i media con cui si esprimono. Così vediamo il celebratissimo Tony Oursler proiettare riprese di una parte del corpo umano su forme bianche che richiamano quell'organo, ricavando l'impressione di una scultura viva. E' come se l'artista avesse scoperto il cinema. La novità in questo caso é la decontestualizzazione del cinema: la sua efficacia si amplifica nel momento in cui un oggetto esposto in una galleria sembra essere vivo. Detto questo, non volendo addentrarci in improbabili ricerche di un senso più profondo, questo rimane, come pochi altri, un lavoro Carino e Simpatico.
Colpiscono anche quest'anno i lavori di Adrian Tranquilli per la Galleria Mimmo Scognamiglio. Sugli altri ha la meglio il superman bianco che viene fuori dal muro col costato trafitto. L'interessante indagine sul super eroe coinvolge la religione ed evoca le ideologie americane ed occidentali in genere con i loro effetti interni ed esteri.
Si staccano dalla massa per efficacia comunicativa la serie di immagini fotografiche Attacco al sistema di Robert Gligorov per la Galleria Pack di Milano. Il cimitero monumentale di Milano viene occupato dalle affissioni pubblicitarie delle multinazionali più famose.

Sono presenti anche gallerie più underground, come Perugi di Padova, che espone i suoi cartoni animati e cartoni statici punk. Qui, la volontà dell'oggetto di desacralizzare l'arte riesce a desacralizzare anche se stesso, privandosi di molta parte del suo fascino. Libere associazioni ricercate e mostrate da ogni opera, buffi personaggini disgustosi, amputati o sessualmente indecenti. Insomma, arte da centro sociale. Anche per questi lavori possiamo dire che sono Carini e Simpatici.
In generale, la fiera di quest’anno era piena di oggetti di fronte ai quali rimaniamo indifferenti e di altri che possiamo definire Carini e Simpatici. Non è il caso di chiedersi perché vengano esposte tante opere inutili; tutti sappiamo cos’é il mercato, tutti sappiamo che molta gente compra e viene consigliata a comprare lavori che non rappresentano nessuna novità all’interno della storia dell’arte o che si rifanno ai paradigmi di Carino e di Simpatico. Ma non ci meravigliamo neppure del fatto che alcuni di noi spettatori si aspettano sempre di vedere l’opera che lo sconvolge, lo scandalizza, che non aveva mai visto prima e non aveva mai pensato potesse essere concepita. Un’opera al di là delle carinerie e delle simpatie, al di là del buon gusto…alcuni di noi si aspettano ancora di vedere qualcosa di nuovo.