La Galleria Carla Sozzani di Milano presenta reGeneration, una speciale collettiva a cui partecipano cinquanta artisti emergenti, provenienti da tutto il mondo per rispondere alla domanda: quale sarà il futuro della fotografia moderna?

A questo proposito il Museé de l’Elysée di Losanna ha lanciato una sfida a cui hanno aderito sessanta istituzioni, proponendo ognuna dieci neodiplomati. I cinquanta selezionati, provenienti da ventinove scuole di ventun paesi diversi hanno potuto dare la loro personale risposta.
Le opere, frutto delle capacità creative di queste nuove menti lasciate completamente libere di esprimersi, senza vincoli o scelte di genere, hanno prodotto un incredibile filone narrativo omogeneo. La matrice comune che emerge è la nostra vita in bilico, come la pallina da tennis sul bordo di un tavolo di Gérard Garbez, tra il desiderio di perfezione che ci rende grotteschi e le paure che diventano superstizioni, l’incapacità di vedere chi ci cammina accanto, presi come siamo dall’individualità che prima ci distingue ma dopo ci separa, e la capacità di non vedere gli orrori che si svolgono quotidianamente attorno a noi.
Quest’ultima è ben espressa nelle foto di Christoph Bangert, che ci pone davanti alle immagini di kamikaze e di sepoltura, storie quotidiane che sono entrate a far parte anche del nostro mondo.
Tutte le opere, trascendendo l’analisi personale di ogni singolo autore, arrivano patinate al fruitore, filtrate, come dal prevalere del senso estetico sul soggetto. Donne-bambole come quella dell’iraniano svizzero Anoush Abrar, che esplica la controversa situazione femminile: la donna coperta con l’identità cancellata dal velo del suo paese e la donna scoperta con l’identità cancellata da stereotipi al botulino della nostra società. Masse di persone che si muovono insieme per le strade senza vedersi, la bambina di Matthias Bruggmann, che guarda disperata militari armati che cacciano la sua famiglia. Il bestiame al mattatoio di Samantha Bass, che fissa con sguardo vitreo il proprio sangue sul pavimento come noi fissiamo la nostra vita, senza capire, con smarrimento.
Ogni soggetto per quanto drammatico, è levigato, reso distante, innocuo.
Le immagini ci passano davanti come sullo schermo di un televisore facendo zapping, passiamo dalla fiction al telegiornale, mischiando finzione e verità, plastica e sangue, senza distinzioni, senza che ci provochi nessun disagio, nessuna reazione, solo, perdita di equilibrio.

Entrando nello spazio espositivo, ci si rende subito conto che è quasi esiguo per una mostra fotografica: le immagini si riflettono l’un l’altre sui vetri fondendosi, le luci creano macchie bianche sulle superfici levigate delle stampe, tutto è movimento e contaminazione, non si può decidere completamente cosa vedere; le immagini si impongono sovrapponendosi e distorcono la visione lineare dell’esposizione, enfatizzando così l’incredibile filo conduttore creatosi tra gli artisti partecipanti, le loro opere e la sensazione del mondo che ne trapela. Così capita di guardare un cavallo in posa (Miss Wibora 2004 di Cathrine Sundqvist) , vedervi riflesse le foto di donne anch’esse in posa e trovare il nesso…
La mostra reGeneration apre e accompagna sette settimane di appuntamenti con la fotografia d’autore che si susseguono alla galleria Sozzani.
Invito al collezionismo omaggia alcuni dei più grandi artisti del ‘900 che verranno presentati a rotazione, rendendo una panoramica ampia ed eterogenea in continuo divenire per tutto il tempo in cui si svolgerà l’evento. Sette settimane per sette tematiche diverse che vanno dal ritratto alla moda, dai paesaggi ai nudi, da Francesca Woodman scomparsa prematuramente a Cristo e Jeanne Claude tutt’ora in azione nel panorama contemporaneo internazionale.
(Invito al collezionismo opening: ogni sabato, dal 19 novembre al 31 dicembre 2005, ore 10.30- 19 www.galleriacarlasozzani.org )