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La promiscuità dell'arte contemporanea

una rubrica d'arte a cura di Davide Valenti
La forza espressiva della realtà, in tutte le sue sfumature più vere, quale nuova frontiera dell’arte, sulla scia di Warhol e Duchamp. A Milano trenta scatti fotografici per mostrare l’umanità della pornografia, firmati Timothy Greenfield-Sanders.

Timothy Greenfield-Sanders

di ©2005 Davide Valenti

A volte, osservando l’evoluzione dell’arte, si può comprendere quella dell’uomo e degli uomini: di rivoluzione in rivoluzione ciò che ieri era impossibile, illegale, immorale, oggi non lo è più.

Tera Patrick 2004 fotografia 147,3x111,5 (x2)

Alla galleria Curti / Gambuzzi il celebre fotografo Timothy Greenfield-Sanders (1952 Miami Beach, Florida) ha presenziato l’inaugurazione di una mostra, curata da Demetrio Paparoni, in cui espone, a dimensione naturale, le foto delle pornostar più famose del mondo.

Sono trenta dittici quelli contenuti sul libro da cui la mostra prende il titolo: sulla foto di sinistra la star è vestita, sull’altra è nuda.

Abitudine del fotografo è il formato grande, che determina l’impressione della naturalezza: foto tanto grandi sembrano meno illusorie. Nei ritratti di tutti i divi americani che sono passati dal suo studio a New York, compreso il presidente Bush, Sanders ha sempre cercato di rappresentare la verità di chi gli stava di fronte: “da quando ho iniziato a scattare non ho mai manipolato troppo la persona”. Il suo uso delle luci è molto semplice, solitamente il soggetto è illuminato da una sola luce da destra.

Tutto ciò ha dato a quest’ultima serie la dimensione della normalità e, mentre arrivano in galleria eminenti personaggi italiani a far visita al famoso Timothy e ai due galleristi, nessuno si accorge che la cultura sta subendo un duro colpo, sta morendo e rinascendo. Nessuno sparo, nessun manganello, nessun partito, solo un famosissimo, massmediatizzato, Timothy Greenfield-Sanders che sta esponendo le pornostar. Chissà se sotto sotto sghignazza.

Sono due le cause di questa nuova morte della cultura: la fama dell’autore e la naturalezza dei soggetti. In ogni società ci sono i cosiddetti opinion leaders, quelli che stabiliscono cosa è trendy e cosa non lo è; Timothy è evidentemente uno dei più grossi. Se questa mostra l’avesse fatta un artista underground tutti avrebbero gridato allo scandalo. Inoltre, questi ritratti non ci comunicano ostentazione, scalpore, anticonformismo: i vari protagonisti hanno posato con gli abiti che indossavano il giorno del loro appuntamento con Sanders, i propri abiti giornalieri.

Il risultato di tutto ciò è la rivelazione che il mestiere di pornostar ha lo stesso valore di ogni altro mestiere. Abbiamo scoperto che le pornostar sono esseri umani.

Tawny Roberts 2004 fotografia 147,3x111,5 (x2) jpg

Grande ammiratore di Warhol, Timothy Greenfield-Sanders continua il lavoro demistificante del maestro: la progressiva inclusione nel mondo della necessità, di tutto ciò che fino a quel momento apparteneva al mondo della casualità, l’annientamento di ogni meraviglia di fronte al mondo perché tutto è normale.

Tutto il lavoro di Sanders è compenetrato da questo sentimento. La scelta di immortalare i personaggi più famosi del pianeta nella maniera più realistica possibile, quella più rispondente ai caratteri di ciascuno, è il riflesso della volontà di avvicinare il sacro al profano, di portare sulla terra i divi, gli dei. Ogni foto dice: “guardami, sono normale”. Così, mentre gli dei, privati dell’anima perdono il loro potere, gli uomini diventano sempre più potenti nei loro confronti.

Quando l’umanesimo scoprì che i classici Greci erano per lo più statue nude, tutti dissero “ora si può fare”. Quando gli espressionisti e gli astrattisti iniziarono a scarabocchiare col colore, tutti dissero “ora si può fare”, e lo stesso dissero quando Duchamp espose un oggetto comune in una galleria d’arte. Sembra che l’essenza dell’arte e dell’uomo stesso sia la progressiva accettazione dell’illegale e dell’illecito, dell’immorale e del disgustoso, del brutto e del male, nel sempre più grande calderone del bello - che poi sarebbe quello della normalità -, fino a quando non conterrà finalmente tutto ciò che esiste, divenendo così l’unica vera opera d’arte.

Timothy Greenfield-Sanders - XXX 30 Porn Stars Portraits (fino al 5 novembre 2005)

Galleria Paolo Curti / Annamaria Gambuzzi & Co.
Via Pontaccio 19, 20121 Milano
Orario: dal lunedì al venerdì 11-19, sabato su appuntamento
7 ottobre dalle 12 alle 21, 8-9 ottobre dalle 12 alle 20
tel. 02 86998170
e-mail: info@paolocurti.com