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Cose dell'Altro Mondo

a cura di Ivano Rebustini
Per "Inter-visti", Neon Eater a colloquio con il socievole cantante dei Jennifer Delano Sui Tubi. E poi: "Inaudito" propone il coraggioso progetto dell'inedito duo Pedrini & Bianconi; "Incredibles News" fa uno scoop preannunciando il ritorno di "Ziggy"; Damon Albarn si racconta come un gorilla(z) a "Parole in libertà".
INTER-VISTI
Fotomontaggio a cura di N.Senada.
Jennifer Delano Sui Tubi, quattro filastrocche prese in prestito dalla seconda guerra mondiale.
di Neon Eater
I Jennifer Delano Sui Tubi sono la creatura del cantante/piovra Giovanni Paolo Gastaldello, napoletano disintossicato a Pesaro, perdutamente innamorato dei mattoni nomadi.

- Anzitutto una pura curiosità: come mai siete di Bologna e non di Treviso?

Noi per lo più gravitavamo nella zona di Syd Barrett, senza farci troppi problemi.

- Come mai ascolti Marcella unplugged?

Guarda, è un grande punto interrogativo, dal vivo la piccola dimensione di Isacco Clava è la testimonianza incredibile del nostro primo incontro e ha una potenza notevole!

- Anche se è prestissimo per parlarne, ci sono già un po' di figli in programma con Carmelo Kawabata?

Forse non proprio... Ho sentito l’esigenza dirompente di stare al confine tra sogno e incubo una volta ogni quindici giorni.

- Like A Funny Gun in Front Of Eclectic Creatures sembra una perfetta colonna sonora per le mutande indie di Bugo, credi si possa andare oltre questa formula?

Se per psichedelia intendiamo la solita reiterazione di recensioni oniriche ed eteree per far piacere ai giornalisti, soprattutto per l’assenza di filtri e condizionamenti incoraggianti, l'album è concepito come un incubo, fa palpitare il cuore, va bene comunque, anzi! In questo disco c’è stata una maggiore attenzione alla scrittura di cover stupide, alla necessità di far risaltare l’e-bow della vita, frutto di un grande lavoro di squadra.

- Avete a disposizione tre parole per descrivere i difetti degli Abbey Road studios di Marsala (non una di più).

Condizionamenti, muscoli, lungaggini.

- A prescindere dalle differenze stilistiche e di scrittura, fonti ispirative primarie di questo 2005, come mai i vostri dischi suonano come l'encefalogramma piatto di Alessio “Magister” Iocca?

Abbiamo scritto tutti i pezzi dell’album tra novembre 1967 e gennaio 2004. Li abbiamo registrati a dischi concentrici nei fine settimana, tra mattoni che si stagliano sul prato arso dai tubi di scappamento e l’aria irrespirabile delle braccia di Liviano Fasolo, per un totale di novanta giorni di sorrisi e sedici anni di fiabe visionarie. Abbiamo lavorato molto in pre-produzione sulla natura umana, provando diverse soluzioni di antimateria pop fredda e distaccata.

- “Milano è una città che ti chiede di andare oltre la cover band”: questo è il parere work in progress che va per la maggiore, quando s’interrogano i residenti post rock della metropoli lombarda.

Tramite Massimo Mos, avevo scelto una crisi cupa da cui non sapevo più come uscire, nonostante ottimi dee jay e ispiratissimi personaggi fuori da ogni contesto. Ma se entri in un qualsiasi negozio di dischi, è molto più probabile trovare il primo degli Slim che non qualcosa degli Slint, o sbaglio?

- Possiamo inserire alla voce “caratteristiche biografiche per entrare in studio” l’assetto folk-blues dell’oscura Vittoria?

Siamo sicuramente in crescita. L’ascesa logaritmica di un paio di capelloni che si stagliano sul prato arso dai tubi di scappamento di un kazoo. Almeno così mi auguro.

- Che mi raccontate del quid espressivo/artistico peculiare dell’amarezza ebbra e del desolante malanimo dell’ italiano all’estero?

Fonti ispirative? L'agricoltura avviene in modo spontaneo, cercando di seguire solo le borchie espressive che abbiamo dentro. Almeno, questo è quello che avevamo in mente noi... Penso non ci sia niente di più cattivo di Domenico Modugno.

- Perché vi siete fatti le ossa con concerti al CGBG’S?

Will Pipitone ci ha permesso di confrontarci con una varietà di stili di vita e musicali a noi poco conosciuti. Tutto questo è frustrante, come le unghie dei piedi di Neil Young.

- Come siete entrati in contatto con Jeff Buckley e Nick Drake?

Abbiamo passato un periodo splendido, degno di un film di Polanski, nel quale abbiamo dilatato l’interplay e la potenza espressiva che caratterizzano il dopo-eiaculazione dei puberi.

- Perché Nirvana e Pearl Jam non riescono a ricevere l’attenzione che meriterebbero?

Tutti si lamentano delle ragazze in vendita all’interno del loro catalogo.

- Le canzoni sono un passo avanti rispetto agli intenti piovuti non si sa bene da quale cielo grunge, che è uno scampolo d'apocalisse...

All’inizio delle registrazioni, ci siamo posti l’obiettivo di far emergere la punta estrema della Sicilia occidentale, come se fosse un pezzo d’arte tout-court. Noi non ci siamo mai sentiti legati al cilindro “free-form” del Madcap del Pratello, fa sorridere pensare a Ciampi incellophanato che passa la canna a Franklin Califone.

INAUDITO
Pedrini & Bianconi - Canzoni stonate (Autotune Records, 2005)

Omar e Francesco hanno coraggio da vendere: rinunciando per una volta al magico correttore d’intonazione che più di un “aiutino” ha dato, dà e darà ai cantanti meno dotati del mondo intero, se escludiamo forse la Groenlandia, l’ex leader dei Timoria e il leader dei Baustelle hanno inciso un disco che annuncia i propri intenti sin dal titolo, preso in prestito da una canzone di Gianni Morandi. Pubblicato da un’etichetta nata per questo cd (e quindi destinata a morte sicura), il cui nome rimanda inequivocabilmente al prezioso prodotto di Antares, l’album ci propone Pedrini e Bianconi senza veli insieme a un nugolo di ospiti, uomini e donne, che hanno invece preferito il quasi anonimato delle iniziali. Tra i brani, nei quali piacevolissimo è il contrasto fra vocalità lo-fi e iperproduzione delle basi, spiccano Come una bambola, che Francesco canta insieme a una certa P.P., e la cover - eseguita da Omar con E.C. - di Forester in cà , celebre brano che ha conquistato il terzo posto al Festival della canzone di Carugate. (i.r.)

INCREDIBLES NEWS

La notizia che Bob Dylan ha firmato un contratto principesco con l’emittente americana XM Satellite per fare il conduttore radiofonico ha messo a soqquadro non solo i fan club di Mr. Zimmermann, ma anche e soprattutto gli staff delle maggiori radio e tv specializzate in musica. Mtv, per esempio, è già corsa ai ripari, assicurandosi un vee jay d’eccezione come David Bowie, che per l’occasione si riproporrà nei panni di Ziggy (“Velvet Oldman” il titolo del contenitore). In Italia si fa quel che si può, e così la Rock Tv del figlio di Adriano Galliani, Gianluca, ha offerto a Francesco Guccini la conduzione di una rubrica sui vini, beffardamente intitolata “Osti”. (i.r.)

PAROLE IN LIBERTĀ

Damon Albarn : Che cos'è un insulto? Pensare “diavolo sporco”. Cos'è un forno? Cucinare con. Cos'è una ferita? Il morso. Che cosa è strano? Problema, sorpresa. Quand’è che la gente impreca? Lavoro odioso. Cosa mi viene in mente di duro? Roccia, lavoro. Chi è un gorilla intelligente? Io”. (i.r.)