Un artista che, dopo aver affascinato anche Walt Disney e aver “rubato” l’elettronica alla musica d’arte per portarla nel pop in tempi non sospetti, continua, alla veneranda età di settantotto anni, a divertire e a divertirsi con la sua inestinguibile ironia. Lo abbiamo intervistato.

Ho deciso di lasciare gli studi di medicina nella seguente occasione: una notte mi trovai ad ascoltare una dimostrazione dell’Ondioline, che fu presentato alla radio dal suo inventore Georges Jenny e rimasi tanto impressionato dalla versatilità di quello strumento, che decisi di mettermi subito in contatto con Georges per incontrarlo nel suo laboratorio. Sono stato sedotto dall’Ondioline al punto di accettare di promuoverne le vendite, cosicché ho cominciato la mia carriera europea prima come dimostratore e poi come artista professionista
Non ho mai studiato musica. E’ stata la musica ad aprirmi le braccia. Per questo motivo non ho un background di studi musicali, né un diploma in conservatorio. Nel comporre musica mi sono sempre fidato (e lo faccio ancora adesso) del mio istinto e dell’ispirazione del momento.
In gioventù sono stato influenzato, prima di tutto, dalla tecnica del “re-recording” del chitarrista americano Les Paul: è stato un genio della musica negli anni ’60. Ma ha avuto un forte ascendente su di me anche l’opera musicale di un artista che considero il vero pioniere della Popular Electronic Music, Tom Dissevelt. Ascoltandoli alla radio, rimasi affascinato da entrambi, ai quali si aggiunse in seguito anche la figura di Spike Jones, il primo a trasmettermi quel “certo sense of humor” che si percepisce ascoltando la mia musica.
Sono d’accordo con tutti! Personalmente descriverei il mio stile musicale come “musica elettronica umoristica che crea un’atmosfera di relax e di vita felice”.
Ho incontrato Gershon Kingsley a New York, in uno studio di sperimentazione che fu aperto per me con i finanziamenti del mio sponsor americano Carroll Bratman. Qualche volta ci scambiamo delle e-mail, niente di più.
E’ un indimenticabile ricordo della mia giovinezza… ma mi sorprende apprendere che c’è ancora qualcuno che compra quei dischi!
Ho seguito le sue lezioni al Centre de la Recherche de la Radiodiffusion Française a Parigi. La sua tecnica dei loop era davvero efficiente e pensai che sarebbe stato appropriato applicarlo alla “popular electronic music”.
E’ merito di Jean Cocteau se sono riuscito a conoscere Edith Piaf. Poi è stata lei, in seguito, ad organizzare il primo contatto con Caroll Bratman. Purtroppo sia Jean che Edith ci hanno lasciato troppo presto…
No, non avrei neanche osato immaginare, a quel tempo, che si sarebbe potuta verificare una cosa del genere! Ma, per me essere campionato dai DJ è un grande onore, perché dimostra il loro riconoscimento nei confronti della mia musica.

Bisogna distinguere tra ironia e humor. Penso che lo humor sia sostanzialmente qualcosa da prendere molto seriamente, perché è importante nella vita. La musica è la forma d’arte che maggiormente riesce ad evocare tutti i tipi di sentimenti, sensazioni, umori ed eventi, simultaneamente. Di conseguenza, la musica è l’unica forma d’arte capace di trasmettere contemporaneamente sorpresa, ironia e riflessione.
Tutto si basa sul principio secondo il quale la fantascienza è una porta aperta su un futuro immaginario. A questo stadio, sono gli esseri umani a costruire il loro futuro secondo la loro immaginazione. Sono convinto del fatto che questa tendenza origini, a livello del subconscio, il desiderio di scappare, di ritirarsi da un mondo iper-meccanizzato, riflesso in una società imperfetta dove progressivamente finiamo per svolgere il ruolo di robot. In più, siamo esposti continuamente ad un grande numero di aggressioni mentali: paura, ossessione di una guerra nucleare, pressione esercitata dai governi, mutazioni di virus che minacciano il nostro organismo e molte altre potenziali aggressioni che rappresentano una minaccia per il nostro equilibrio fisico, psichico e mentale.. Sfortunatamente l’idea di futuro è molto diversa da quella che si poteva avere cinquanta anni fa.
La parodia non è altro che una strizzata d’occhio ad una composizione, ma non certo al compositore. Non c’è un’intenzione maliziosa nella parodia, solo una trascurabilissima intenzione furbetta, diretta alla composizione stessa.
Sono venuto a contatto con Luke Vibert a Londra, durante uno show a cui partecipavamo entrambi. Avemmo una lunga conversazione, scoprendo che le nostre idee sulla musica erano praticamente uguali. In seguito, il direttore artistico di Luke, John Lo, organizzò un incontro professionale con lui a Parigi, nel quale decidemmo di lavorare insieme all’album Moog Acid.
La ragione è molto semplice: ritirarsi è semplicemente impossibile per un artista-compositore! The Electropop Music Machine è nato nel 2004, quando io e la mia partner Dana Countryman abbiamo deciso di comporre i pezzi del primo nostro CD. E per convincerti che sono ancora una persona ottimista, lascia che ti dica che stiamo già componendo i brani di un altro disco che dovrebbe uscire nel 2008 negli USA. Perché la musica preserva quelli che lavorano a notte fonda!
E’ stato tutto totalmente inaspettato, anche se avevo già incontrato Walt Disney nel 1963, che si era dimostrato interessato ai suoni prodotti dall’Ondioline. Dopo la sua morte la Disney Company scelse un brano dal secondo album di Perrey-Kingsley per la Vanguard, Kaleidoscopic Vibrations, che sarebbe diventato il loro celebre Main Street Electrical Parade, e che si può ancora ascoltare nei parchi Disneyland della California e del Giappone.
La musica suonata con strumenti tradizionali e quella eseguita con i sintetizzatori si completano l’una con l’altra e si combineranno ancora di più nel futuro, in un mondo migliore. Perché la musica, di per sé, è immortale…