Le avanguardie musicali del novecento, i “cosiddetti contemporanei”. Il percorso dalla Musica (quella di tradizione colta occidentale) alle musiche (l’invenzione di nuovi linguaggi, l’utilizzo di diversi sistemi sonori di riferimento). Erik Satie, Edgar Varèse, Cage, Schoenberg, Berio... Chi sono costoro?

In un panorama musicale intricatissimo com’è quello che ci troviamo davanti al giorno d’oggi, di fronte alla babele di generi-non-più-generi, alla democratizzazione tecnologica che ha portato all’aumento spropositato delle produzioni (con il vantaggio di avere più musica, ma anche più musica di merda), il riferimento, il tratto distintivo, l’influenza e il paragone sono diventati nel tempo assolutamente necessari sia al musicista che al critico per districarsi e spiegarsi al meglio in questo magma.
Il punto di riferimento, però, può trasformarsi da elemento di comprensione in ulteriore ostacolo alla comprensione della musica, soprattutto quando si citano generi poco familiari ai più.
Le avanguardie musicali del novecento, i “cosiddetti contemporanei” (termine che, all’epoca del loro apparire li distingueva dai “classici”), hanno giocato un ruolo importante in questo processo di trasformazione musicale. Il percorso dalla Musica (quella di tradizione colta occidentale) alle musiche (l’invenzione di nuovi linguaggi, l’utilizzo di diversi sistemi sonori di riferimento), mette in crisi le convinzioni accademiche e assottiglia i confini, prima d’allora sempre molto netti, tra musica d’arte e forme musicali di tradizione orale e popular. Il rock stesso, nel momento in cui, a partire dalla fine degli anni sessanta, ha sentito la necessità di emanciparsi, ha trovato una grande risorsa creativa negli esperimenti di chi ha provato, spesso riuscendoci, a destrutturare completamente la materia musicale.
Ma cosa significa dire che Erik Satie è stato il precursore dell’ambient music; che i minimalisti americani hanno influenzato (e allo stesso tempo interagito con) gli schemi ripetitivi del rock; o che il punto di riferimento di Frank Zappa è il compositore franco-americano Edgar Varèse? Che il nome Henry Cow fa riferimento al compositore americano Henry Cowell? Chi sono costoro?

Frutto di un preconcetto, di un atteggiamento snobistico da parte di chi li considera “troppo difficili”, questi ed altri autori rimangono troppo spesso solo nomi a cui, al massimo, viene accostata un’opera famosa, travisando ancora di più il senso delle loro musiche. Ecco allora che Satie diventa l’autore di jingle pubblicitari, Hanns Eisler un membro degli Art Bears, Varèse un amico di Zappa e Pierre Schaeffer soltanto il pioniere del campionamento.
Questa rubrica nasce dalla volontà di fare (quanto più possibile) chiarezza su questi punti e stimolare (si spera) la curiosità di chi si è chiesto: “chi sono costoro?”.
Mi sembra emblematico cominciare questo percorso con la figura di John Cage, una personalità al di fuori di tutte le categorizzazioni possibili e che per questo si pone oltre tutte le divisioni e distinzioni possibili. Il compositore che ha cambiato il modo stesso di intendere la musica.
Nessuno, neanche chi lo ignora, può prescindere da lui. Perfino il glitch non potrebbe esistere senza gli esperimenti cageiani!