Un giovane gay adolescente. Uno come tanti, se non fosse per un piccolo particolare: è uno zombie. Otto, il personaggio principale dell’ultimo film del regista indipendente canadese Bruce La Bruce, ha tutte (o quasi) le caratteristiche di una figura destinata a far discutere. Difficile, però, parlare o scrivere di un film che non si ha ancora avuto il piacere di vedere e tantomeno della sua colonna sonora, per sua natura strettamente legata alle immagini. Ma si può provare, quello sì, a farsi un’idea, attraverso la musica, delle aspettative che una “pellicola” riesce a suscitare, al di là della sua trama, utilizzando la soundtrack come una sorta di introduzione, di presentazione.
Ebbene, in questo caso, niente di più difficile! Ci si trova di fronte ad un disco che, per la sua eterogeneità, e per l’assenza di un autore principale e di quelle che, in gergo, chiameremmo musiche da film, assomiglia più alla compilation di un’etichetta discografica che ad una colonna sonora. Tanto meglio! La potenziale indipendenza della musica dalle immagini ci aiuta a godere con minore titubanza di un disco già di per sé validissimo.
I nomi coinvolti (per lo più musicisti e band sconosciuti o semi-sconosciuti) non dicono nulla, in apparenza. Eppure, dietro nomi ignoti come 4th Sign Of Apocalypse, All My Friends, Brittle Stars, Pandas Of Black Metal, Homophones ecc.. si cela indiscutibile qualità. Qualità che non fa mai rima con banalità. Le atmosfere cambiano con una velocità disarmante, passando dalla cameristica introduzione di Mikael Karlsson (Descent) allo psych folk di Jean Louis Huhta (Halfway Beetween The World And Death), per poi immergersi nel trip hop al quadrato dei 4th Sign Of Apocalypse (Ascending The River), uscendone indenne attraverso il divertissement in stile pseudo-beat di All My Friends (Theme From All My Friends) e la dance martellante alla Underworld dei Pandas Of Black Metal. Tensione e distensione, tra canzoni sognanti (Misy Roses di Mario e Dario) e il punk-funk dei Living Dead Boys, fino a raggiungere il culmine nei 13 minuti di On Cusp Of Infinity dei Brittle Stars, noise iperdilatato che ricalca le orme (e le ossessioni) degli Swans di Cop.
Un disco di cui è praticamente impossibile farsi un’idea senza andare fino in fondo e che riesce a sintetizzare vent’anni di musica con la leggerezza e disinvoltura di chi non si pone il problema di fare le cose in grande. Le fa e basta. Se il film fosse interessante almeno la metà della sua colonna sonora varrebbe la pena guardarlo senza neanche pensarci due volte
(7.0/10)
Scheda: AA. VV.
Pubblicazione: 01 Novembre 2008
File under: Soundtrack
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