Recensione
Happy Song Is A Happy Song Nick Rivera
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folk avant Voti redazione e staff

Nick Rivera

Happy Song Is A Happy Song

La Bèl Netlabel

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All'anagrafe fa Michele Sarti, radici cagliaritane, domicilio attuale Londra dove tra le altre cose ha trovato il modo di mettere una pietra sopra alle passate esperienze con Bron Y Aur e Franklin Delano per iniziare un nuovo corso, il proprio, sotto il monicker Nick Rivera. L'avventura inizia con questo ep di sei tracce all'insegna di un languore randagio, espanso e stoned. Con la sua versatilità - il Nostro suona di tutto, in particolare chitarre e corno francese - organizza trame di arguta insensatezza, di blando esotismo, di abbandono transistorizzato e malinconia jazzy.

Ti sembra di stare nell'acchiappasogni Jim O'Rourke o in un quadretto scortecciato Howe Gelb (Horn Y Orgy), tra algoritmi lunari The Books e azzardi onirici Broken Social Scene (Feathers, la title track), in una freakeria floreale Canterbury (Butter In My Head) oppure tra certi tremori giocosi Seventies dove una garrula apprensione John Fahey piroetta nel paesaggio agrodolce Red House Painters (The Slow Sprinkler). L'unica traccia che non abbiamo ancora citato è Renee Luise, folk amniotico screziato di anomalie sintetiche sì fascinose ma in questo caso anche un po' gratuite. Unico neo di un lavoro che lascia presupporre sviluppi piuttosto interessanti.

(7.0/10)

Scheda: Nick Rivera

Pubblicazione: 17 Febbraio 2012

File under: folk avant

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