Recensione
Future, Gone Chicago Is The Birthplace
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electro Voti redazione e staff

Chicago Is The Birthplace

Future, Gone

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Danilo Betti da Riccione, con il suo progetto Chicago Is The Birthplace, ripropone le estetiche loop based proprie di quella elettronica primi '90 dominata da Warp Records, ammiccando particolarmente alle prime opere di Mark Bell sotto pseudonimo LFO.
Un tentativo in undici tracce che segue docilmente l'inarrestabile incedere delle macchine utilizzate nella composizione, tra il ritmico rumoroso e la musique d'ameublement, ricordando quel modo di fare elettronica divenuto un poco passè quando i mezzi di manipolazione del suono a precisione chirurgica sono divenuti disponibili. Per intenderci, nell'esatto momento in cui Richard D. James ha effettuato il salto di qualità passando dal suo studio analogico al computer e componendo Hangable Auto Bulb.

La confezione in digipack e la bella copertina caricano di aspettative ma la musica non va di pari passo: la formula viene applicata senza grosse innovazioni e traspare poca emotività, il che è un peccato poiché spesso capita di notare timbriche interessanti e loop ritmici potenzialmente energici a sorreggere architetture stanche e prive di un punto focale. Aspettiamo Danilo alla prossima prova quindi, quando riuscirà a mettere a fuoco le idee che sicuramente ha, ad utilizzare meglio i mezzi disponibili per trasmettere emotività, a trasformare l'energia potenziale in cinetica.

(5.0/10)

Pubblicazione: 22 Febbraio 2012

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