Dove sta il perno emotivo di una canzone? Nelle parole, nella melodia, nelle armonizzazioni, negli arrangiamenti? Questioni aperte da quando la musica popular è diventata adulta, e che nella fattispecie italiana ha dovuto fare i conti con l'ingombrante ancorché fruttuosa onda lunga del cantautorato. Archiviate le stagioni dell'impegno e del disimpegno, alle prese col subbuglio contemporaneo che non sai bene se e quanto sclerotizzato post o irretito da manie retro, t'imbatti come e più di prima in dischi che scaldano a fiamma viva quell'interrogativo irrisolto. Gli anni zero della sloganistica bruciante di Vasco Brondi proseguiti nell'arguzia sociologico/generazionale de I Cani, i languori post-cantautorali dei Dente, la narrazione agrodolce dei Brunori SAS, per non tacere - come potremmo? - del cosiddetto reading rock, cogli Offlaga Disco Pax che rievocano in chiave neosensibilista la lezione Massimo Volume: solo alcuni nomi tra i tanti per i quali il testo è, con diverse modalità e gradazioni, una carta decisiva del mazzo espressivo.
Premessa lunga ma necessaria prima di parlare di un disco che proprio da questo apparente "dissidio genetico" prende le mosse, ipotizzandone una qualche forma di superamento. Il fascino ermetico e straordinariamente evocativo dei testi di Monica Matticoli, il sostrato sintetico post-wave di Cristiano Santini (già nei Disciplinatha) e il canto di Miro Sassolini (dai loro cognomi l'acronimo S.M.S.) formano una triangolazione che delimita spazi espressivi senza cercare una sintesi, si compenetrano evitando di fondersi, ognuno col proprio codice chiamato ad assolvere la comune missione narrativa. Perché di narrazione si tratta, un concept su attrazione e distacco, individuazione e abbandono, carne contro carne e la sua assenza. Un racconto che nasce parola. Parole che l'ex-Diaframma lavora per ricavarne forma melodica. Melodia che Santini - con l'aiuto di Federico Bologna, musicista elettronico già in Technogood e Armoteque - ricontestualizza in musica.
Compartimenti piuttosto stagni ma parecchio armonici, tanto che il risultato non tradisce freddezza intellettuale ma anzi costituisce una scaletta di canzoni in punta d'emozione. La opening Sul limite, col reading iniziale della Matticoli, introduce il metodo assieme allo snodo poetico, rispetto ai quali il punto di vista inverso di Sassolini compie lo scarto espressivo ed esistenziale del caso. Poi è tutto un trapassare di languida eleganza David Sylvian e close up poetico De André (la palpitante Disvelo), brume trip-hop (A nudo) e flemma ieratica Battiato (In quiete). In Rimane addosso | la veste lacerata del risveglio c'è un'aura pop placida e visionaria come un Brian Eno irretito Mark Hollis, mentre nella splendida Petite mort accade qualcosa di arioso ed espanso che tira in ballo persino uno Stephin Merritt. Fa bene Sassolini a lasciare nel cassetto i panni del post-punk con vampe nostalgiche Stratos: registrata la calligrafia su un canto essenziale che esalta il rapporto tra ogni minima modulazione ed i sussulti emotivi, può permettersi di frequentare con bella disinvoltura fantasmi cantautorali e teatrini blasé (vedi il Paolo Conte raggelato Japan di Dal vetro allo specchio), mantenendosi sempre credibile e in parte.
In un certo senso Da qui a domani addita - diverse le premesse e distinti gli esiti - lo stesso punto critico verso cui tendevano il Ferretti di Co.Dex (evidente in Semel Heres) ed il Battisti panelliano (palpabile in Oltremodo). Proprio come in quegli illustri predecessori, l'aspetto musicale non brilla per colpi di genio o intuizioni innovative, ma determina una connotazione stilistica straniante, giocando a sovrapporre strati di modernariato (perlopiù) sintetico colto nella cuspide tra Ottanta e Novanta, più per bisogno quasi snobistico di porre una distanza tra sé e l'attualità-ad-ogni-costo che per saltare sul treno dell'imperante retromania. Detto questo, è anche una godibile raccolta di pop "alto", e qui si chiude il cerchio, qui sta la differenza tra un disco ambizioso e un gran disco.
(7.3/10)
Scheda: S.M.S.
Pubblicazione: 14 Febbraio 2012
File under: cantautorato avant
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