Recensione
U&I Leila
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Electro-rock, Dark Voti redazione e staff

Leila

U&I

Warp Records

Tredici anni. Tanto ci era voluto a Leila Arab per raccogliere tutti i pezzi del proprio sentire musicale - e non eran pochi, funk, trip-hop, post-rock, dub, electro, soul, spesso tutti nello stesso brano - e convogliarli nel tanto agognato equilibrio formale del precedente Blood, Looms & Blooms, dove la talentuosa producer di origine iraniana aveva trovato l'incastro perfetto tra spinta sperimentale, armonia ritmico-melodica ed intensità introspettiva, grazie anche (soprattutto) all'importante contributo emozionale di artisti come Martina Topley-Bird, Luca Santucci e Terry Hall. Tutto per poi arrivare con U&I a ricominciare da capo, tornando ad un caos individuale controllato e impaziente, preoccupato oggi di inventare più che sedurre.

La ritroviamo con uno stile più aggressivo, dai contorni netti e decisi, arrabbiata al punto da lanciarsi in frenetiche scorribande electro-rock come Activate I o Boudica (quest'ultima è quasi l'ebm dei D.A.F.), oppure accendere la fiamma punk di Welcome To Your Life e poi schiacciare a tavoletta il pedale dei bassi con un wobble che sovrasta ogni cosa. Niente più propositi di eleganza e morbidezza, Leila oggi vuol graffiare, e significativa in tal senso è la scelta di passare dalle potenzialità soul delle voci coinvolte nell'ultimo album ad un unico vocalist come Mount Sims, con forti connotazioni dark/post-punk. Un'oscurità che a tratti funziona, come tra le tenebre di Eight o nelle distorsioni di All Of This, entrambe vicine a certi Joy Division.

Altrove però le smanie finiscono per frammentare il disco, e allora si incontrano rotture estetiche come la Lynchissima Colony Collapse Disorder o l'urlo glitch di Interlace. E ti chiedi perché si è arrivati a questo, vista anche l'abilità con cui Leila ha dimostrato in precedenza di saper fare canzoni dense d'emozione (Deflect, Teases Me, Why Should I?, Daisies, Cats and Spacemen, lo scorso Blood... ne era pieno). Qualcosa è successo di sicuro dal 2008 ad oggi, e non è il caso di cercare colpe e responsabilità. Prendiamo atto piuttosto di un sound improvvisamente nervoso, aguzzo e suscettibile, che alla lunga può conquistare ma che in prima istanza respinge. E ci sforziamo di non rimpiangere il passato.

(6.3/10)

Scheda: Leila

Pubblicazione: 21 Febbraio 2012

File under: Electro-rock, Dark

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