“This record started out during an extended period of decline and gradually shifted focus to let more light in, to reconcile the murky depths and the ecstatic highs of everyday life. I wanted to make music that was “of” rather than “by”. It was the first time I felt there was no separation between head & hands, instruments & speakers, microphones & air, fuzz pedals & tape machines. The songs are inspired equally by memory, loss, love, and electricity”. Parole di Ilyas Ahmed che chiariscono il particolare focus emotivo delle sette tracce che vanno a comporre With Endless Fire, ultimo lavoro del songwriter di origini pakistane, assente dalle scene dai tempi dell’apprezzato Goner stampato da Root Strata tre anni fa. Un lasso di tempo che in quest’epoca di pubblicazioni usa e getta, ci si prende solo per diffondere un prodotto che sia rifinito fin nei suoi dettagli più minuti.
With Endless Fire ha lo stesso sapore di una brezza di scirocco. L’umore dei primi caldi che arrivano a maggio e lasciano presagire l’arrivo dell’estate. Musica che riscalda e conforta anche gli animi più freddi. Impreziosito dal pregevole lavoro di mastering di Timothy Stollenwerk, che segue la rotta tracciata da Pete Swanson sul precedente Goner e ricava una magnifica fragranza analogica dalle registrazioni che lo stesso Ahmed aveva fatto direttamente su nastro, With Endless Fire trova la quadra perfetta per quel mix di oriente e occidente che è da sempre la cifra stilistica del suo autore. Che sia il raga atmosferico e ambientale dell’introduttiva Now Sleeps, che da una nube shoegaze su tappeto di harmonium si stempera in una placida cavalcata western, o la classicità folk della pop ballad Skin Circles, il taglio della musica è sempre ad altezza di orizzonte. Al tempo stesso intima ed epica.
Il meglio Ahmed lo raggiunge nella circolarità gitana e magnetica di Stained Sky, con dialogo evocativo tra chitarre di sottofondo e fraseggio distorto e nella polverosa mistica desertica sceneggiata in My Mirage, un brano che avrebbero voluto scrivere in mille e nessuno c’era ancora riuscito. Ed è ancora il caso di sottolineare gli intimismi per fingerpicking di Every Minute Of Every Hour (For JR) e By The Light che completano il quadro di un lavoro che regge il confronto con le sue ambizioni. C’è posto per queste canzoni nella vita di tutti i giorni, e per inquadrare con dei riferimenti cinematografici l’umore di una musica che si fonda così tanto sull’atmosfera, potremmo dire che With Endless Fire è la colonna sonora perfetta per qualcosa che sta tra il nomadismo senza patria delle strade che non portano a nulla di Monte Hellman e l’umanesimo mistico e molto americano di Terrence Malick.
(7.5/10)
Scheda: Ilyas Ahmed
Pubblicazione: 17 Febbraio 2012
File under: psych folk
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