Recensione
Planet High School Mux Mool
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Wonky-hop Voti redazione e staff

Mux Mool

Planet High School

Ghostly International

Un talento in crescita quello di Mux Mool, producer newyorkese che si era fatto apprezzare nel 2010 con l'album di debutto Skulltaste, miscela frizzante di hip-hop astratto ad alta concentrazione electro con diversi punti di contatto con la scena wonky (Lukid probabilmente l'anima più affine). Il sophomore Planet High School si presenta meno baldanzoso e più meditabondo del disco precedente, con una tracklist più contenuta e un taglio che vuol scorrere le facce del proprio sound ma senza disperdersi.

Per molti versi il mood è più da rilassamento preserale, con Brothers e Baba che aprono e chiudono l'album solleticando certe atmosfere lounge (come anche la leggerezza su piano di The Butterfly Technique) pur tenendo alta la solidità ritmica abstract. In mezzo, però, la consistenza electro si fa più convinta, con punte fashion a metà tra Jimmy Edgar e i Voices Of Black (Hand On The Scantron) e rappresentazioni del lato dance del wonky, che ama farsi circondare di strobo e flash techno (Cash For Gold). La portata larga del sound la propugna la bella Palace Chalice, col suo passo spacey, l'arpeggio folktronico vicino alle Chinoiseries di Onra e i claps buoni per la pista, bella dimostrazione di coscienza intellettuale dello stile, tanto convincente quanto opinabile invece diventa l'aggressione noise-glitch di Get Yer Alphabets (non si sentiva il bisogno di avvicinare Venetian Snares).

La base si allarga e le qualità si raffinano, tanto negli USA quanto in UK. Il wonky ha ancora tanta strada davanti a sé.

(6.8/10)

Scheda: Mux Mool

Pubblicazione: 06 Febbraio 2012

File under: Wonky-hop

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