Rob Mazurek lavora come un tecnico di GIS (Geographical Information System), miscelando e dosando la visibilità dei layer a seconda dell’obiettivo ricercato. Três Cabeças Loucuras, il seguito di The Principle Of Intrusive Relationships, ne è la naturale conseguenza in termini d’ibridazione elettronica-suonata, il passo successivo in termini di istrionicità e affiatamento della sezione ritmica, l’ennesimo entusiasmante capitolo di una saga che scatena infiniti e altisonanti mix a partire da un taglio samba e maracatu che viene di volta in volta mistificato, coccolato ma alla bisogna anche stravolto.
In questo caso Rob posiziona São Paulo Underground su coordinate geografiche ancor più precise, nonostante il coinvolgimento di altri pezzi grossi di Chicago (Matthew Lux, John Herndon, Jason Adasiewicz – uniti dall’esperienza Exploding Star Orchestra, ma per due terzi anche da quelle Isotope 217 e Underground Jazz Trio). Brasile e post-tropicalismo sono parole d’ordine e disordine che fanno risalire di decenni nella tradizione di altri miscelatori di suoni e strutture, dagli anni Settanta dei King Crimson (Rio Negro sembra un feat. Mingus Coltraine e Davis), agli anni che videro la comparsa di Third dei Soft Machine (Six Six Eight), fino a concentrarsi sui Sessanta al di là dell’Oceano. Non parliamo nello specifico del mondo del jazz che guardava alla terra di speranza ordine e progresso (da Nanà Vasconcelos a Don Cherry), quanto piuttosto al passaggio (via Os Mutantes) a un mondo di free incrociata al meglio al linguaggio pop-rock. In primis alla declinazione psichedelica.
Nelle corde e nel frastuono di eccezionale impatto di Três Cabeças Loucuras ci sono infatti eco della free form psichedelica dei Sessanta americani. L’apparenza magmatica è un principio di organizzazione, solo apparentemente casuale. I layer sembrano liberi, casuali, ma dietro a loop e manipolazioni elettroniche c’è la democraticità nella gestione delle risorse di Mazurek e soci. Il riferimento immediato ai Tortoise deve forse allora tenere in considerazione un aspetto: l’eredità di tutta Chicago è in mano di Rob, molto più che ai Tortoise di oggi, epperò il Nostro ha deciso di optare per un radicamento pop (fondamentale assunto che rendeva i Tortoise immuni alle vecchiaie post-rock) che non va verso Morricone, ma verso i localismi, facendo sponda sulla psichedelia. Come nelle songs oblique che emergevano da The Parable of Arable Land dei Red Crayola, siamo di fronte a canzoni free-jazzistiche con un inizio e una fine. Free-form-jazz è la formula che useremmo.
È un piacere sentire come costruiscono la solarità tropicali sta di Colibri, dopo un inizio riflessivo e lisergico: un esempio dell’esplosiva libertà del combo avant-brazil di Mazurek (tromba) e Mauricio Takara (batteria, elettroniche), già allargato nella precedente prova a quartetto con Guilherme Granado (tastiere, elettroniche, sampler) e Richard Ribeiro (batteria). È chirurgia che produce freschezza e vivacità di esecuzione invidabili. Prova dello stato di grazia di Rob, dopo Calma Gente con Enzo Carpentieri e il trio Starlicker. L’ottima notizia è che le sue energie creative non sembrano avere un limite.
(7.3/10)
Scheda: São Paulo Underground
Pubblicazione: 18 Gennaio 2012
File under: free / avant Brasil
Abbonati al feed di Gaspare Caliri
2002-2009 SENTIREASCOLTARE music magazine. Registrazione Trib.BO N 7590 del 28/10/05
Editore Edoardo Bridda Direttore responsabile Antonello Comunale Coordinamento Gaspare Caliri
Programming Luigi Pastore Art Karin Andersen Grafica Roberto Piazza Web designing Edoardo Bridda
Info (info at sentireascoltare.com) | Ufficio stampa Alberto Lepri (alberto.lepri at sentireascoltare.com) Teresa Greco (eventi at sentireascoltare.com)
Pubblicità Music Network










