Ve ne avevamo parlato un po’ di anni fa in occasione di Sessanta modi per osservare il futuro, monografia dedicata al mondo vibertiano che non aveva mancato di sottolinearne l’importanza: Plug fu il progetto junglista per non junglisti che Luke Vibert utilizzò dal 1995 al 1998 per dire la sua in anni di forte accelerazione ritmica. Mentre Aphex Twin e Squarepusher assaporavano il brivido del poliritmo a velocità warp, l’uomo, come aveva ben intuito Simon Reynlods, concentrò le proprie energie in una ricognizione sulla cassa rullante servendosi di idm, lounge jamesbondiana, rave-nostalgic, (ambient) house (e i tipici campionamenti kitchadelici) trovando una quadratura al di fuori della pista da ballo.
Plug era senz’altro un prodotto funzionale al d’n’b club e alla sua comunità ma era fin troppo ovvio che il pubblico dell’epoca lo avrebbe snobbato, proprio come l’impronta vibertiana, retromaniaca ante litteram, generò a lungo perplessità tra le fasce d’ascoltatori seriosi dell’elettronica in voga in quel periodo. Col passare degli anni tutto risultò più chiaro: anche i più ortodossi si convinsero di Wagon Christ e dell’autentica mano di un genio.
Anche se non sarà certo Back On Time a riesumare la storiella al lupo al lupo della d’n’b (il cui ritorno è stato fin troppe volte tirato in ballo in questi anni), è il momento ideale per rivalutare/riscoprire questo oscuro (ma brillante) side project, uno di quei must che chiunque abbia a cuore il continuum nato dal breakbeat non può farsi mancare. Nelle dieci tracce troviamo i tagli vocali proto-garage di Feeling So Special, il jazz cinematico di Flight 78, il sitar molto "decompressione 90s" di Come On My Skeleton e A Quick Plug For A New Slot, ma soprattutto le sintesi soniche sottotraccia jungle: una Scar City che fa girare house, electro, idm, rock e lounge o quel laboratorio black (pre-footwork) che è No Reality.
Tracklist freschissima e di ottimo livello, tanto che in alcuni momenti pare più “avanti” rispetto a Drum 'n' Bass For Papa (unico album uscito a nome Plug publicato nel 1996 per la succursale Rising High, Blue Angel Records). Questo il segreto di Luke Vibert: la sua musica è invecchiata pochissimo o forse non è invecchiata affatto...
(7.5/10)
Scheda: Plug
Pubblicazione: 12 Gennaio 2012
File under: d'n'b
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