Recensione
Welcome Dave Monolith
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IDM Voti redazione e staff

Dave Monolith

Welcome

Rephlex

Dei vari rispolveri 90s a cui stiamo assistendo in tempi recenti è questa probabilmente l'iniziativa più naturale: la cosiddetta dance intelligente, la spinta intellettuale che allora si opponeva allo svilimento del club techno e ancora oggi continua ad elevare ad arte da ascolto derive come dubstep e minimal che rischiavano altrimenti l'accartocciamento sterile. Si tuffa nella questione Dave Monolith, giovane virgulto di casa Rephlex, raccogliendo oggi su album i lavori prodotti dopo il Monolith Volume 1 di fine 2010, dove già aveva espresso il doppio volto, dance e ambient, del proprio sound.

È ambient-techno nella sua accezione più nobile e raffinata, quella lanciata nell'olimpo della musica dai primi pionieri, i Black Dog, i Plaid e il padrone di casa AFX. Undici brani esemplari, undici omaggi alla storia con contenuti umorali che svariano dal malinconico (Box 9) al cosmico (My Nunk) e complessità ritmiche che vanno dagli Autechre (Taffynek) ad Aphex Twin (Covoder, 4/4 sì ma con le doverose architetture cerebrali) fino a coraggiosi ma calcolati ripescaggi jungle (Airbrite).

Nessuna nuova direzione, disco solidamente piantato nell'età d'oro Warp ma esteticamente perfetto, come solo ripensando il genere a distanza di anni si poteva fare. Una mossa analoga l'aveva già compiuta Scuba nel suo A Mutual Antipathy, ma mentre lì ci si muoveva negli spazi dub del decennio scorso, Monolith viaggia a gran velocità nelle autostrade del piacere mentale. Back to the future?

(7.0/10)

Scheda: Dave Monolith

Pubblicazione: 02 Febbraio 2012

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