Recensione
Medieval Dreams Le Pécheur
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garage psych Voti redazione e staff

Le Pécheur

Medieval Dreams

Azbin Records

Escono come una delle possibili bombe dell'underground garage 2012 i Le Pécheur, trio francese - ma trapiantato a Londra - uscito alla fine dell'anno scorso con questo Medieval Dreams, disco di debutto che vede la luce per l'altrettanto neonata Azbin records.

E' una possibile bomba si diceva, perché il disco condensa quanto di meglio si possa ascoltare in ambito garage psych. 9 brani scavati da un solco mistico e oscuro: morte, Gesu', Satana, deliri d'amore, questi sono i temi trattati dai Le Pécheur. Si parte con Torture ed č subito voglia di apocalisse gracchiata lo-fi, fino a quando non sbuca un giro sixties malandato che vira in territori garage e prelude al folk visionario di No Mercy On Your Soul. A ruota arriva la ballata velvettiana tutta in feedback di The Lake, e poi giů negli abissi noise/folk/blues che prendono il sopravvento a partire dalla seconda metŕ del disco. The Holy Mountain, Don't Burn The Witch, Black Death, tutto materiale putrefatto da chitarre sbilenche, voci storpiate e ritmiche tribali, a ricordare Birthday Party, Movie Star Junkies, Feeling Of Love e ancora i Velvet Underground nel finale allucinato di Apocalypse. I tre comunque non sono semplicemente adepti di una tendenza al macabro oramai cool, ma ci sanno fare anche in fase di scrittura, specie negli episodi piů dreamy del lotto (Don't Burn The Witch).

Il risultato č al traino delle uscite Kill Shaman o Born Bad Records, ma ha tutto l'occorrente per camminare con le proprie gambe: padronanza dei mezzi e alto grado di assuefazione/allucinazione. Decisamente consigliato.

(7.4/10)

Scheda: Le Pécheur

Pubblicazione: 01 Febbraio 2012

File under: garage psych

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