Recensione spot
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chillstep Voti redazione e staff

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Tectonic

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Se andate sulla pagina Soundcloud di Jack Sparrow in questi giorni c'è postato tra le ultime tracce un live del gruppo Author tenutosi a Leeds. Una nota didascalica per dire che il dubstep (come avevamo sentito qualche tempo fa con Darkstar, Sbtrkt, Jazzsteppa...) può essere anche una cosa da proporre dal vivo, o meglio suonata/cantata su un palco. La creatura di Sparrow e Ruckspin (gli Author, appunto) tenta di fare il botto con un disco che dalle note di stampa dovrebbe prendere le mosse dalle mitiche K&D Sessions di Kruder & Dorfmeister, dalla Cinematic Orchestra e dal suono Mo' Wax, la storica etichetta inglese di James Lavelle attiva per lo più negli anni Novanta (che ha pubblicato dischi genre-definer, come l'esordio di DJ Shadow e molte altre cose di abstract-hop di DJ Krush).

Portare il downtempo di classe nella cultura dello UK Bass non è missione così semplice. L'avevamo intuita come mossa probabilmente non programmata a tavolino nel bell'esordio di King Midas Sound (disco ecumenico che aveva messo d'accordo i pubblici underground londinesi con gli hipster in ricordo Massive Attack) o avevamo percepito qualcosa anche nell'ultimo Kuedo (più verso l'ambient a dire il vero). Ryan Gath e Dom Howard si impegnano su un versante che forgia un ibrido decorato principalmente con atmosfere da jazz club in slo-motion chill. E lo scarto - seppur ascoltabilissimo - è di classe.

Il disco (presentato lo scorso novembre al Fabric in una Tectonic night che vedeva sul palco nomi liquidi e imbevuti di bassitudine come Pinch, Scuba o Pursuit Grooves) passa senza problemi da apocalissi bladerunneriane tagliate con lo space-world-electro-dub à la Adrian Sherwood (Mothership) al soul-jazz da club con il featuring da paura di Ed Thomas (Turn), raccoglie la lezione omnicomprensiva di Martyn (il breakbeat tribale tagliato con violoncelli live in Dashiki), e anestetizza la pomposità delle nebbie da cocktail con un savoir faire variegato e mai piacione (ottime in questo senso Sun, Revolutions e Green & Blue).

Un lavoro potenzialmente esplosivo, per il quale saremo costretti ad aggiungere un nuovo tag alle infinite possibilità di catalogazione del suono inglese: chill-step is the new loud, folks!

(7.4/10)

Scheda: Author

Pubblicazione: 18 Gennaio 2012

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Marco Braggion (Album 2011)

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