Sono passati molti anni e molti suoni da quando mi imbattei in modo del tutto casuale in un pezzo che immediatamente - e poi per mesi - catturò la mia attenzione, si chiamava Addio tristi lunedì. A cantarlo erano i Granturismo, band romagnola di Claudio Cavallaro (voce caldissima e nervi tesi quanto basta) che torna oggi sulle scene affollate dell'indie rock nostrano con un EP dal titolo quantomai azzeccato: Cacciavite nel cuore.
Cacciavite che sfonda il cuore con lentezza suadente e con fare preciso, doloroso e appuntito: tutto questo sono i quattro pezzi di un EP capace di unire il lieve grido del folk più blue alla sensualità verace della nostra tradizione. Prendete il miglior Celentano che fa crollare il mondo beat sotto le fratture ben più dolorose del rock'n'roll, sporcatelo tantissimo di fango e risistematelo in una mise psichedelica: ecco che apparirà l'ombra di Claudio, di un pezzo tirato quanto un grido com'è la title track, di suoni dilatati come quelli della strumentale La danza del mentre ceduti dal languore erotico e distrutto di Respira ora (fiore all'occhiello da jam session prolungata di questo piccolo gioiello).
Registrato in piena estate a Berlino, Cacciavite nel cuore è un biglietto da visita eterogeneo di un talento in via di esplosione: occultismo palpabile, ritmiche psichedeliche e ossessive con mille venature di fragilità. Appassionatevi, da loro ne sentiremo delle belle.
(7.2/10)
Scheda: Granturismo
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