E chi se l'aspettava da Nordgarden un'apertura come You Gotta Get Ready? Rock sudista, voce sempre più in linea col Van Morrison di Moondance e le consuete virate pop ad ammorbidire uno sguardo che si fa comunque più tagliente, concreto e adatto alle grandi distanze degli States. Dichiarazione d'amore lunga un disco e con radici assai profonde, almeno quanto quel concerto di Bruce Springsteen che in tempi non sospetti fece prendere in mano la chitarra al norvegese per la prima volta. Some Work On You ci tiene a sottolineare il debito di riconoscenza nei confronti del Boss e dei sui predecessori (il Bob Dylan di Not Dark Yet), anche se poi quella voglia di blues solitario e borderline che emerge dal brano la ascolti un po' dappertutto: dalla Janis Joplin in combutta con i Wilco del gospel-soul di Fool To Let You Go al country della conclusiva Carousel On The Loose, passando per un immaginario lirico che si ciba di fallimenti sentimentali, delusioni, ma anche di piccole gioie quotidiane. Ovvero la tradizione folk a stelle e strisce in tutto e per tutto.
Si stenta quasi a riconoscerlo il buon Terje, soprattutto se si pensa a un disco arrangiato e fondamentalmente pop come l'ultimo The Path Of Love o all'Andrew Bird del precedente A Brighter Kind Of Blue. Eppure questa riscoperta dell'altro lato dell'Atlantico, questo scendere a patti con l'essenzialità rustica della frontiera americana (chitarre acustiche, slide, organo, basso e batteria) sembra fare il paio con un nuovo domicilio che in fondo è folk letterario prima che musicale (appartamento con balcone vista mare nella Aci Trezza dei Malavoglia) o, più probabilmente, col recente tour negli USA.
Resta da capire come inserire nel percorso di Nordgarden un disco che vira in maniera netta rispetto ai tre già pubblicati, anche se brani come Leaving o la beatlesiana These Lovesick Blues ipotizzano una certa continuità con quel materiale. Difficile dirlo, più facile godere senza tante remore di un romantico venire a patti con i propri fantasmi, di un falso d'autore però ricco di spunti, di un disco fondamentalmente riuscito.
(6.9/10)
Scheda: Nordgarden
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