Un copertina che cita volutamente il Live At Leeds degli Who, un packaging spartano, un circuito di vendita riservato ai concerti: il nuovo CD di Samuel Katarro & His Tragic Band (Wassilij Kropotkin/Francesco D'Elia e Simone Vassallo) ha tutto l'aspetto di un bootleg in piena regola. Non fosse che di uscita ufficiale si tratta, nello specifico testimonianza diretta di un concerto tenuto il 18 novembre 2010 al The Place di Roma durante il tour dell'ultimo The Halfduck Mistery.
Quindici brani ripresi dai due dischi all'attivo (il primo è il Beach Party del 2008) per più di ottanta minuti di musica, importanti per comprendere come la formula dell'artista toscano si sia evoluta nel tempo: dai toni spettrali degli esordi in solitaria a una concezione allargata del suono fondata su chitarre acustiche da hobo, psichedelia allentata e un folk-blues ritmicamente incalzante. Il tutto sostenuto in dimensione live da crescendo di violino ai limiti del free-noise (l'elemeno deragliante dell'insieme) e da certe percussioni tribali trascinanti.
Qualcosa di profondamente diverso sia dai primi vagiti discografici del Nostro, sia da un secondo episodio filtrato da nostalgie Sixties già in logorrea lisergica, almeno a giudicare dal lavoro su brani come una From Texarkana To Texarkana trasfigurata che è toni apocalittici e cadenze quasi mediorientali. A suo modo esemplare ai fini della definizione di quelli che sono attualmente gli elementi fondanti del Samuel Katarro on stage: paesaggi sonori costruiti per accumulazione, circolarità, climax ascendenti e una voce perfettamente a suo agio in questo connubio di inquietudine e "semplicità" formale.
(6.9/10)
Scheda: Samuel Katarro
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