Recensione
The Revenant Diary Mark Van Hoen
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ambient-shoegaze Voti redazione e staff

Mark Van Hoen

The Revenant Diary

Editions Mego

Nessuno potrà mai rimproverare Mark Clifford e Sarah Peacock di non avere il dono della sintesi. Tutta la storia dei Seefeel è la continua ricerca di leggere il presente attraverso lenti tanto deformanti quanto rivelatrici.” Così si esordiva, qui su SA, la recensione di Seefeel, prodotto magistralmente sintetico della rinascita della band di cui un tempo faceva parte, come bassista e producer, anche Mark Van Hoen.

Mark non ha alimentato silenzi: musicista elettronico protagonista in solitaria – sotto il moniker Locust – di una produzione che ha attraversato tutti i Novanta e poi, con il proprio nome e cognome, della fine del decennio del post-rock e di tutto quello successivo. Con parole simili potremmo esordire per mettere a fuoco anche The Revenant Diary (la vicinanza a Seefeel è eviedente specie nelle iniziali Look Into My Eyes e Garabndl X), appassionante ritorno alle pulsioni che fecero nascere in Simon Reynolds la necessità di estrarre dal cappello una chiave di lettura dell’”oltre” rock. Il centro del discorso è ancora più o meno lo stesso – fatte le dovute riequilibrature di sostanza verso l’opzione elettronica: è il fu post-rock – che oggi chiameremmo semplicemente dilatazioni elettroambientali - che si riprende la propria posizione nella musica popolare e cerca faticosamente di ritagliarsi una parte della grossa fetta psichedelica, fino a oggi cannibalizzata dal folk e weirdismi vari.

Non ci sono grosse novità rispetto alla precedente produzione di Mark, oggi englishman a Brooklyn. Ci convince poco, nel complesso, l’elettronica vintage prét a porter – taglio Jarre – di brani come No Distance (Except The One Between You And Me). Nell’economia dell’album non sono certo brani prevalenti, ma tendono a stonare l’atmosfera d’insieme. Così come l’assertività di uno dei primi atti Mégo del 2012, molto più decisa del trip-shoegaze di Where Is The Truth, di metà 2010. Forse sarà l’anno che ricorderemo per il definitivo superamento dei collettivismi animali?

(7.0/10)

Scheda: Mark Van Hoen

Pubblicazione: 11 Gennaio 2012

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Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2012)

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