Recensione spot
Things.Yes M+A
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elettro indie Voti redazione e staff

M+A

Things.Yes

Monotreme

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L’attitudine alla simultaneità è una qualità rara e preziosa. Significa saper attingere dal flusso di esperienze parallele di uno scenario velocissimo e prolifero, plasmando quasi in tempo reale il gusto volubile della contemporaneità. Significa saper interpretare non tanto un suono, quanto il sentimento e la necessità che lo determinano, e farlo proprio, riadattandolo a un contesto, osservandolo da un’altra prospettiva e restituendolo mutato di senso. Significa avere un ruolo in questo grande gioco che è lo scambio di informazioni creative all’interno della scena artistica globale. Non stupisca dunque che a dimostrare tale capacità siano, ad esempio, un duo di poco più che ventenni con le antenne dritte (M di Michele  + A di Alessandro), di stanza nella sveglissima Forlì, capaci di veicolare una freschezza tale da non sfigurare nel panorama delle blasonate capitali europee, fucine di novità e nuove tendenze. Insomma, se la Monotreme si è mossa da Londra per metterci le mani sopra un motivo ci sarà.

Things.Yes è una sinfonia da mansarda (le camerette ci hanno un po’ stufato, e poi è proprio questo il luogo dove è nato il disco), destrutturazioni e collage di materiale caleidoscopico eppure straordinariamente coerente, organismo in gioiosa disgregazione con il cuore che continua a battere incessantemente i ritmi di un dancefloor a mezz’aria.
I neon dorati dei Notwist incontrano le atmosfere cristalline e il vocabolario alieno dei Sigur Ros così come il pop tardoadolescenziale dei Postal Sevice, il tutto alla luce di pulsazioni in costante oscillazione tra IDM, dubstep e chill out.

Ogni brano ha la propria anima piccola e brillante, anche per la varietà degli strumenti di contorno utilizzati; ogni brano muta al suo interno, nel corso dei pochi minuti che lo compongono, concedendosi tanto in melodie post-indie quanto nella coolness elettronica di ultima generazione, con un sofisticato retrogusto esotico a riscaldare il tutto. L’universo in espansione della laptop music si fonde con l’approccio analogico dell’artigiano che ama sporcarsi le mani di forbici e colla: non solo musica, ma linguaggio e ambientazione.

(7.3/10)

Scheda: M+A

Pubblicazione: 31 Dicembre 2011

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Antonio Laudazi
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