Dopo un raccolta di remix prestigiosi (Mark Pritchard, Bibio, Shlohmo, Oneohtrix Point Never tra gli altri) ma poco convincenti e un altrettanto insoddisfacente EP in free download, Sumach torna al 100% il Gonjasufi fascinoso santo straccione di A Sufi and a Killer, con un EP lungo - autoprodotto, come i cd-r degli anni carbonari - fatto di 10 brani brevi che recuperano lo spirito e i modi dell'esordio, specialmente sul versante downtempo e "cantautorale" della faccenda.
Nessun assalto punkish, nessun colorato affondo terzomondista, elettronica praticamente zero, molte ballad sbilenche e lamentose, ricoperte di polvere, intrise di umori scuri e psichedelia lo-fi (fino al freakismo weird della conclusiva Sniffin'). Vince il lato più morbido e dimesso, meno cool, del Sufi, incarnato da pezzi come la filastrocca pauperistica Venom, l'errabondare misterioso di Timeout, il praticamente-pop di The Blame. Bella l'alternanza di ritmi e atmosfere del trittico iniziale (l'intro scuramente jazzata, il westernato di Feddin' Birds, la ballad morbida con sovrapposto un charleston funk bello duro del "singolo" Nikels and Dimes).
Bravo Sufi a rialzare i dread dopo la Caporetto della tournée europea, con tanto di strascico di insulti dei fan sulla bacheca FB e replica del nostro.
(7.0/10)
Scheda: Gonjasufi
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