Recensione
We Stay Together | Passed Me By EPs Andy Stott
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Techno dub Voti redazione e staff

Andy Stott

We Stay Together | Passed Me By EPs

Modern Love

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Grazie alle ottime review di Pitchfork di quest’anno - i due eppì We Stay Together e Passed Me By che ora recensiamo a nostra volta - Andy Stott è entrato nella hype machine passando da oscuro e rispettato producer techno dub a piccola icona non solo per clubber ma anche per numerosi home listener del 4/4.

Lui del resto è il primo mettere i piedi in due staffe muovendosi da sempre con fare minimale sia nell’autobahn Detroit/Berlino di Moritz Von Oswald sia nelle vie lattee ambient-concrete di gente come Deepchord e compagnia Echoplex. Dal 2006, con l’ottimo Merciless, l'uomo intarsia ritmi e ambienti mescolando umbratilità IDM (specie agli esordi - Florence, Edyocat) e un personale distillato di sinuosi groove in punta di drone.

Allo stesso modo di un Nicolas Jaar, il segreto è riempire i vuoti di un bmp rallentato con una mentalità aperta e (quest'anno) con un occhio di riguardo al concept attraverso questi due eppì al limite dell'ellepì: tracce a cento battute per minuto di media (ma si va anche sotto e si sale al massimo a 130) e un oculato gioco di sponda dai molteplici angoli d’azione, sotto la dominante dell'oscurità. Passed Me By è la prova più varia e avventurosa: un’ipnotica e glaciale New Ground riscaldata con gli ultimi filamenti di sessualità house, groove come mastice che nasconde brandelli sci-fi e persino funk (North To South), trattamenti wonky raddrizzati in 4/4 tra campioni 70a lounge à la Flying Lotus e fruste industrial (Intermittent), fino al tribale orrorifico à la Shackleton (Dark Details). Del resto il must 2011 del mancuniano è nel solco tracciato da Magda l'anno precedente (From the Fallen Page) e trova la miglior collocazione nelle tracce di We Stay Together, con il suo minimal groove da buco nero condito da schegge drone stellari che cercano l’anthem (le valide Posers e Bad Wires e le formidabili Cherry Eye e Cracked).

E' un producer preparato, coerente ed eclettico Andy Stott. Uno che da sempre fa base in quella Manchester sede della solida Modern Love per la quale il nostro ha inciso l'intero catalogo ma anche la step contaminata prodotta sotto il moniker Andrea e pubblicata dalla sub label Daphne. Due lavori da comprare assieme e da ascoltare tutti d’un fiato.

(7.2/10)

Scheda: Andy Stott

Pubblicazione: 21 Dicembre 2011

File under: Techno dub

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