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Sette Modi Per Salvare Roma Damo Suzuki's Network
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impro-art-rock Voti redazione e staff

Damo Suzuki's Network

Sette Modi Per Salvare Roma

Goodfellas

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Non si sa se a stuzzicare di più la fantasia dell’ascoltatore sia più il nome del leggendario (e folle) ex vocalist dei Can o l’incarnazione del suo volubile network. Se del primo sappiamo molto se non tutto, compreso cosa attenderci, dal gruppo che lo accompagna in formazione mutante di volta in volta è lecito aspettarsi l’inatteso.

Era successo per il 10” uscito tempo addietro per la Phonometak Series targata Wallace e Sound Metak (nello specifico, ad accompagnarlo erano Iriondo, Mattia Coletti, Paolo Cantù e Alberto Morelli), così come per i vari live sparsi per mezzo mondo che costituiscono il “never ending tour”. Succede, ovviamente, anche per questo esordio lungo. Questa volta a salire sul palco del Circolo degli Artisti di Roma, dove è avvenuta la registrazione in presa diretta, è stata una backing band che definire da sogno è poco per chi abbia apprezzato le evoluzioni dell’universo “indie” italiano degli ultimi 3 o 4 lustri. Riuniti sullo stesso palco, e di conseguenza immortalati in questo lavoro, Xabier Iriondo (chitarra, mahai metak, taisho koto), un insolito Manuel Agnelli al pianoforte e synth, il muratore Enrico Gabrielli (clarinetto basso, sax tenore, flauto traverso) e il batterista monstre Cristiano Calcagnile (incontrato con gli ottimi Newtone2060). Non male vero?

Bene, l’ascolto delle sette tracce dell’album, come da titolo, vi lascerà ancor più a bocca aperta. Da una parte lui, ossianico, maledetto, invasato frontman pronto a sproloquiare in una sorta di deliquio e/o flusso d’(in)coscienza tra inglese e giapponese. Magnetico e malefico nel suo urlare, sbrodolare, cincischiare, sussurrare l’incomprensibile mondo che gli si manifesta nella testa perso nei propri deliri. Dietro, per modo di dire, una formazione a quadrilatero disposta a rendere pan per focaccia a base di free-rock catacombale, canterbury andata a male, impro-statiche visioni di psichedelia cangiante. Per la cronaca, saremmo soltanto alla traccia iniziale Scuola D’Alta Farmacia, compressa in un solo minuto e mezzo!

Non è difficile, pertanto, immaginare cosa si troverà nel resto del lavoro. Una musica ondivaga, vagabonda, ipnotica, inarrestabile e caleidoscopica, pronta a lasciare e ritrovare approdi di fortuna come un navigato marinaio d’altri tempi: kraut, com’è ovvio che sia; jazz libero e in modalità impro, come è facile aspettarsi; rock sui generis, ora in opposition, ora prog-oriented, come memoria stabile su cui (de)strutturare. Sette Modi Per Salvare Roma è forse un titolo eccessivamente altisonante e profetico, ma sinceramente l’ascolto del disco salverà molti ascoltatori dal tedio da sovraesposizione.

(7.5/10)

Pubblicazione: 10 Gennaio 2012

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2012)

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