Recensione
Love King Dude
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Dark Folk Voti redazione e staff

King Dude

Love

Dais

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A pochi mesi dalla ristampa su vinile del primissimo full-length Tonight’s Special Death, ecco tornare TJ Cowgill, fresco di taglio di capelli in stile rocker dannato (o d’annata) e con un nuovo florilegio di ballate tra il crepuscolare e il suono della vera frontiera americana.

Sì perché se già di influenze tra Dylan, Cohen e Guthrie si era parlato, Love non esita ad aggiungere alla ricetta anche il nome di un altro mostro sacro della canzone d’autore a stelle&strisce come Johnny Cash. Si prendano ad esempio In The Eyes Of The Lord e il suo sapore di terra bruciata o il country sulfureo di Lucifer's The Light Of The World.

Ma c’è ovviamente spazio per molto altro, come il folk sepolcrale di Please Stay (In The Shadow Of My Grave), quello torbido di Spiders In Her Hair e l’incedere marziale di Big Blue Eyes. Aggiungeteci una ballata sofferta e commovente come Hello Mary e il quadro si chiude alla perfezione.

Tutti pezzi da poco più di due minuti ciascuno, come un breviario maledetto da portare con sé in un viaggio alla scoperta delle terre di confine del Nuovo Continente, fra vecchie route polverose e leggende che aleggiano nel vento tra spazi sconfinati.

(7.4/10)

Scheda: King Dude

Pubblicazione: 30 Dicembre 2011

File under: Dark Folk

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Andrea Napoli
Andrea Napoli (Album 2011)

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