Quinto lavoro in sedici anni di onorata carriera per i Peawees, i quali approdano oggi sulle sponde nostalgiche ed entusiasmanti di un rock’n’roll d’antan compatto e divertente. I quattro si muovono con disinvoltura tra l’Inghilterra dei sixties e la west-coast americana del decennio successivo (dai Beatles, insomma, fino agli Eagles), sospinti dallo spirito punk-rock(abilly) che li ha accompagnati fino a oggi – demone che ancora resiste sotto pelle, sorpassato ma non rinnegato.
Leave it Behind è un dischetto formalmente ineccepibile, suonato bene e arrangiato meglio, per un’attitudine che sa conciliare l’esperienza di chi è in giro da un bel po’ di tempo con un’irrefrenabile e rinnovata energia: roba da far ballare anche i muri. La tripletta iniziale non fa prigionieri. Food for my Soul coniuga i movimenti pelvici di Elvis ai fiati di scuola Motown, con tutta una serie di stacchi e stacchetti a punteggiare il ritmo lanciatissimo. Gonna Tell rallenta leggermente il tiro per aprire a melodie e coretti deliziosamente appiccicosi, e poi di nuovo al galoppo con Memories Are Gone, armonica in bocca, vento nei capelli e ritornelli di un pop che fu e che ha ancora più di una ragion d’essere.
Al centro di tutto, la voce calda e pastosa del carismatico Hervé Peroncini dimostra consapevolezza e stile personale, il che si traduce in un approccio sempre trascinante. Il problema sorge però dal momento in cui, nonostante l’euforia, si comincia a faticare nel distinguere un brano dall’altro. Alla base del disco c’è infatti una matrice dalla quale i Nostri non vogliono o non riescono a distaccarsi; un’idea di revival molto forte, forse troppo, che se da un lato veicola una sensazione di grande compattezza e chiarezza d’intenti, dall’altra restringe il campo delle soluzioni interpretative, penalizzando il disco nel suo complesso a vantaggio dei singoli brani.
(6.9/10)
Scheda: The Peawees
Pubblicazione: 21 Dicembre 2011
File under: rock
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