Ritorna il carrozzone di fenomeni di plastica di Steve Aoki, col suo concentrato di faccia tosta e la solita pletora di collaborazioni eccellenti: rispetto alla serie di stelle del primo Pillowface and His Airplane Chronicles, orbitanti chi più chi meno intorno al trend nu-rave (tra gli altri allora c'erano Klaxons, Peaches, Justice, Franz Ferdinand e Bloc Party), stavolta il target è centrato sul canale mainstream, con pesci grossi come LMFAO, will.i.am/Zuper Blahq, Lovefoxxx delle Cansei De Ser Sexy, Wynter Gordon, Nayer e una manciata di personalità hip-hop quali Lil Jon e KiD CuDi. Dal 2008 ad oggi ci sono andati di mezzo l'ascesa fidget, il suo faccione stampato nella Warp del Bloody Beetroots nazionale e, in generale, un'apertura sempre più convinta verso il patinato, a cui Steve sembra volersi orientare.
Può ancora avere una certa dignità il power-nu rave-pop del singolo Earthquakey People, insieme a River Cuomo dei Weezer, o la serietà r'n'b di Nayer sulle sbrodolate dance massimaliste di Come With Me, ma quel che manca oggi è la sostanza, il contenuto che dia una ragion d'essere intellettuale anche minima al sound, qualcosa che tre anni fa era parzialmente realizzato dalle direzioni dance-punk proprie del tempo. Qui la musica diventa pura immagine, un involucro abbagliante e provocatorio che nasconde un vuoto concavo al suo interno: Ladi Dadi è un fantoccio trance/trash degno di David Guetta, Dangerous non fa che mischiare i vocoder Black Eyed Peas a un inutile fiumana di scorie fidgettose, anche Heartbreaker, che avrebbe potuto rimanere entro certi limiti pop comunque dignitosi, sfocia nell'eurofestival.
Mister Dim Mak Records non sente l'esigenza di giustificarsi. Come quando in The 80's giochicchia col Little Sound DJ per poi sfociare nell'italo-dance più truzza, o quando Cudi The Kid riconferma l'influenza che il dubstep sta giocando anche nei canali mainstream (chiedete a Britney Spears e Rihanna), tutto rimane dentro una dimensione di puro esercizio d'immagine, edonismo di superficie. Magari alle grandi masse di ascoltatori senza esigenze può anche andar bene così, ma a questo punto noi ci teniamo l'autocoscienza con le palle dei Crookers. Tutta la vita.
(5.4/10)
Scheda: Steve Aoki
Pubblicazione: 05 Gennaio 2012
File under: Mainstream dance
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