Recensione
Whatever/Whenever Mark Sultan
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60ties rock'n'roll Voti redazione e staff

Mark Sultan

Whatever/Whenever

In The Red Records

E' un tipo strano Mark Sultan, one man band canadese con alle spalle innumerevoli moniker e gruppi – tra cui Spaceshits, Les Sexareenos - che ora ha deciso di propinarci una triplice uscita discografica nel giro di un mese, tutta a marchio In the red records. I dischi in questione sono: Whatever i want, Whenever i want e Whatever/Whenever che è l'abum compila dei due precedenti. Se scegliere bisogna scegliere, prendiamo il disco “panoramico” dei tre, ovvero Whatever/Whenever.

Quello che troverete qui è un impasto tutto sixties. Esageratamente sixties. Roba surf & rock'n'roll in salsa lo-fi che dissemina coretti la-la-la e ua-a-a ovunque, assomigliando a un incrocio tra Buddy Holly e Eddie Cocharan dopo i Black Lips. Ecco, l'orizzonte di Mark Sultan è questo. Pochi accordi, melodie sguaiate e tanta happiness facile facile. Unica deragliata il piglio impro di For those who don't exist, che si fa apprezzare soprattutto quando entrano in gioco le trombe pronte a ricorrersi per un finale vorticoso tutto in crescendo.

Al sodo il palco regge più che bene. Sultan ci mette il cuore per tirare a lucido qualche vecchio ritornello (Satisfied and lazy) puntando anche soluzioni più in linea con il rock'n'roll maledetto che tanto ci è piaciuto nell'anno appena trascorso (ottima Party Crasher). Tira solo un po' il freno a mano quest'andazzo (forzatamente?) revivalista, che in un paio di episodi sfocia quasi per inerzia nello stucchevole.

(6.7/10)

Scheda: Mark Sultan

Pubblicazione: 12 Gennaio 2011

File under: 60ties rock'n'roll

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