Recensione
Popper Forensick
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indie Voti redazione e staff

Forensick

Popper

Pausa di riflessione: a che punto siamo col pianetoide Bandcamp? Situazione vivace, mi pare. Certo, è una cornucopia ipertrofica e non è facile pescare qualcosa che spezzi il flusso, che segni una discontinuità significativa. Ma in questo simulacro di indipendenza distributiva totale - frastornante nella sua sovrabbondanza - sbocciano ogni tanto proposte da sottolineare. Come ad esempio i Forensick, tipi non certo prodighi in dettagli biografici, ovvero non mi è riuscito di sapere una mazza su di loro se non che sono un quartetto e che il cantante ha questa pronuncia da anglosassone italianizzato che faceva furore nei Sixties, ma potrebbe trattarsi benissimo d'un espediente e insomma quando ne sapremo di più vi faremo sapere.

Al momento è interessante sottolineare il piglio ruspante e versatile della proposta, capace di disimpegnarsi tra power pop stradaiolo con retaggi beat, punk funk frizzantello ed errebì asprigno con l'evidente obiettivo di intrattenere coi nervi in bilico e i neuroni affilati (notevoli i testi, in bilico tra cazzonismo sardonico e disincanto asprigno sulla tavolozza impazzita degli anni Zero). La baldanza guizzante di Facile, l'estro intossicato Dandy Warhol di Nicky, l'impeto sferzante Rapture di Italians e l'Huey Lewis avariato di Slobo sono intriganti vitamine, mentre la ballad amniotica Tre (con palpabili particelle Beta Band) e la meditabonda acidità di Meglio che cavalli sono il cocktail dopaminico per la calda gratificazione che tutti noi meritiamo. E quindi avanti, si scarichi.
 

(7.0/10)

Scheda: Forensick

Pubblicazione: 11 Gennaio 2012

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