Recensione spot
Yuhu Intercity
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indie Voti redazione e staff

Intercity

Yuhu

A Cup In The Garden

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Già Grand Piano lasciava capire che gli Intercity fossero qualcosa di più che la deviazione in italiano degli Edwood. Se come sembra diverrà la principale attività del quinteto bresciano, questo Yu Hu arriva a giustificare in pieno la scelta. Rispetto al predecessore si perde un po' di quel suggestivo sbigottimento apolide, ma si guadagna in compattezza, un (indie) pop-rock tosto, romantico e decadente, un dosaggio pressoché perfetto di fregola elettrica, tepore sintetico/valvolare e nuances cameristiche, piglio scostante e languore malmostoso. Un contesto emotivo per la cui definizione i testi giocano un ruolo essenziale, con quel loro girarci attorno con versi sospesi come lanci di dadi, correlativi oggettivi evocativi, problematici, equivoci, risoluti eppure vulnerabili, come ti aspetti da antagonisti fieri di un'epoca che non fa sconti né prigionieri.

Rigurgiti wave incalzanti (Anais, Overdisco), tributi all'idea madre dell'indie elettrosintetico anni Zero (i Notwist adrenalinici di L'elettricità, lo struggimento Grandaddy di Anfiteatro) e un gusto nuovo per ballate colme di abbandono intossicato (Nouvelle vague, Smeraldo, Terrore esotico, La lunga avenue). Fabio e Anna si alternano al canto generando un'intrigante modulazione di sensibilità e approccio, mentre è al solito apprezzabile la produzione di Giacomo Fiorenza. Un punto a favore per il rock (in) italiano ad inaugurare il nuovo anno: bene così.

(7.3/10)

Scheda: Intercity

Pubblicazione: 15 Gennaio 2012

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2012)

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