Recensione
Proximity To Temporality Comfort
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electro jazz Voti redazione e staff

Comfort

Proximity To Temporality

482 Music

Terza prova per i pisani Comfort, un trio dalle attitudini espanse che tentano di sintetizzare in un ambient-jazz dalle suggestioni minimal techno e ad alto tasso cinematico. Riescono perciò a spiazzarci tra una traccia e l'altra, spampanando le coordinate in direzioni sconcertanti, anche se a fine scaletta ne esce una mappa tutto sommato coesa. Si passa infatti dalla mistura The Books, Matmos e Tied & Tickled Trio di Frenzied Euphoria all'apprensione rappresa tra trip-hop e techno minimale di A-100, dai riverberi ectoplasmatici soul-jazz di Ode alla narcolessia Morphine su graticola glitch di Molecular, e ancora dalla rilettura etno-jazz della morriconiana Chi Mai (cineserie e french touch valvolare vagamente Air) alla post-wave jazzata di Song For K (da qualche parte tra Sylvian, Cinematic Orchestra, E.S.T. e certe scenografie sincopate Lamb) passando dal folk-soul travisato industrial di Hydrogen (con brume spesse U2 altezza Pop).

Una fauna calligrafica composita che produce un mood sempre in bilico tra suggestione e artificio, comunque in grado di azzeccare sintesi eccellenti come Small Becomes All (palpiti e astrazioni vagamente Björk) ed il pastiche di The Oval Portrait (tra post-dub melmoso ed insidie electro Autechre prima della svolta latin-bop swingante con canto carezzevole e vago misticismo black). E' un progetto che può contare su evidente entusiasmo e anche una certa ambizione, tanto che si sono scomodati a dare il loro contributo l'ottimo sassofonista Beppe Scardino, Anna Tomlin degli svedesi Audrey nonché Joseph Costa e Lindsay Anderson dei L'Altra.

(6.7/10)

Scheda: Comfort

Pubblicazione: 07 Gennaio 2012

File under: electro jazz

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2011)

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