Il duo bresciano (synth e batteria) propone una sostanza sonora e stilistica che, volenti o nolenti, sta esaurendo i propri argomenti. Indie-disco un po’ “drive” e un po’ funky, elettronica massiva, piglio Dfa e melodie da Mtv new generation: sebbene Attack faccia per lo più il suo dovere (insomma, alla fine ci si diverte), in diversi frangenti l’ascolto soffre un po’ di sindrome da già risentito. Va detto che non mancano momenti di notevole slancio, nel finale kraut-dance- rock di What I CAN, come negli assalti frontali di Attack! e Mean It, il che tuttavia rimedia solo in parte al problema di cui sopra.
A convincere maggiormente sono invece la pronuncia electro kraftwerkiana di Tanzen Dusseldorf così come le soluzioni ariose e romantiche di Evil Heaven (vedi ultimi Apparat), mentre a poco o nulla serve la comparsata di Max Collini degli Offlaga Disco Pax in Desert Line. Manca la qualità di scrittura di un James Murphy, insomma, così come il beat irresistibile dei Goose, e il rischio è di fermarsi a metà strada, lontani da entrambe le sponde. Ma il materiale su cui lavorare c’è, i due sanno come si arrangia un pezzo, e ci riserviamo quindi di sentirli dal vivo, considerando l’importanza che la dimensione live ricopre nel determinare un progetto di questo tipo.
(6.4/10)
Scheda: Don Turbolento
Pubblicazione: 18 Dicembre 2011
File under: indie disco
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