Recensione
Disco Interno Mangiacassette
Cover image
cantautorato lo-fi Voti redazione e staff

Mangiacassette

Disco Interno

Trovarobato

La “storia vera” da cui il disco è tratto (come da crediti) immaginiamo sia quella di un Lorenzo Maffucci già bassista nei Baby Blue e qui chiamato a dar vita al progetto solista Mangiacassette. Biografia in musica che parla di adolescenze prolungate e finisce per far di conto, alle soglie degli inevitabili trent'anni, su vita, amici e progetti.

Ovviamente è l'ironia a mostrarci le curve di un vivere incompreso, in sedici tracce – durata variabile, dal minuto e trenta di Compagnia ai sette e cinquantotto di Chitarra – costruite su un cantautorato a bassa fedeltà e senza fronzoli. Quel che serve per dar spazio a un'anima surreale in stile Bugo/Beck (Cinesi contenti), inscatolare testi su patterns ritmici troppo stretti seguendo l'esempio di Daniel Johnston (Pavimento) o magari lasciarsi andare a un punk'roll che non sarebbe dispiaciuto ai Gaznevada (Vado da Sandro). Posto che il binario non è troppo dissimile da quello seguito da chi dell'esistenzialismo di provincia con pochi mezzi e molta attitudine ha fatto un tratto distintivo (tra i tanti, anche Mr Brace).

Il Maffucci, tuttavia, in qualche maniera svetta. Un po' perché il multitraccia a cassette utilizzato per raccogliere il materiale (da qui il nome) dona una morbidezza insolita alla musica, un po' perché brani come Appartamento o Autoradio mostrano una freschezza non da tutti, un po' perché i testi evitano le banalità più scontate e gli arrangiamenti (minimali ma efficaci) funzionano. Anche se l'incantesimo dura poco più di metà disco, per poi far nascere giustificati interrogativi sul fine ultimo di un progetto che per ora pare una semplice raccolta di momenti.

(6.7/10)

Scheda: Mangiacassette

Pubblicazione: 19 Dicembre 2011

File under: cantautorato lo-fi

| Archivio
Fabrizio Zampighi
Fabrizio Zampighi (Album 2011)

Rss
copertina pdf #91