Recensione
Four On The Floor Juliette & The Licks
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rock Voti redazione e staff

Juliette & The Licks

Four On The Floor

Hassle Records

Dovevamo immaginarlo. Una che recita nel visionario Strange Days, si cala con naturalezza nel radicale Natural Born Killers e con ugual mestiere convince e fa innamorare il pubblico nel poetico Buon Compleanno Mr. Grape, non poteva avere tutte le rotelle a posto. O per lo meno doveva covare tra gli angusti sospiri della sua schizofrenica verve un germe piacevolmente deviato fatto di personalismi, voglia di rischiare, bisogno di mettersi costantemente in discussione. Detto fatto. E' il 2004 e il già citato germe spinge Juliette Lewis a mettere su una band tutta chitarre e pestare di batteria, licenziataria prima dell'EP Like A Bolt Of Lightning e poi dell'esordio discografico adulto You're Speaking My Language.

Nel 2006 arriva anche Four On The Floor e come in passato ci si ritrova ad avere a che fare con una musica che è hard rock e punk, riff e assoli di chitarra, attitudine “stradaiola” e melodie sguaiate, con in più una passione malcelata per l'FM: un passo in avanti, a guardare le cose per quelle che sono, garantito dal processo di maturazione in cui incorre la band.

Niente di trascendentale, se il metro di giudizio di chi ascolta è quello dell'originalità a tutti i costi – va da sé, il genere in questione pone steccati quasi insormontabili a chi vi si cimenta -, un piccolo classico se si cede al sudore e all'energia che sprizzano le dieci tracce in scaletta: Smash & Grab è una Battle Of The Bands tra Iggy Pop e gli L.A. Guns, Hot Kiss è il tormentone di stagione tagliuzzato a dovere da afflati AC/DC, Death Of A Whore resuscita i Settanta di Patti Smith per poi affogarli in un potpurri di melodie angeliche e fuck you, Killer violenta senza ritegno gli Hives rubando loro il segreto del ritmo e rivendendolo ai Guns & Roses di Reckless Life, Get Up è l'omaggio obbligato agli Stones di Jagger e Richards (ma anche ai Black Crowes).

Alla fine dei giochi un naufragare evidente nel mare in tempesta di un hard smanettone e grossolano che è consapevole, sensuale, nostalgico quanto si vuole ma, a parer nostro, sufficientemente gratificante.

(6.9/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2007

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