Per il loro omonimo esordio i sardi Julia Ensemble giocano di sponda con i generi musicali, grazie ad un approccio che si può comunque ricondurre a una contemporaneità meticcia e accademica. Un sentire parafrasato dalle venature progressive che si respirano nella mezz'ora circa di durata del disco o nella struttura portante alla base di brani in bilico tra ambient minimale e jazz allargato: musica che lavora per sottrazione, mira all'essenzialità e alla pulizia formale, vive di contributi strumentali fondanti e mai superflui.
John Cage e il Miles Davis più etereo, insomma, per un mood che unisce frammenti di pianoforte, violoncello e percussioni, lascia spazio a tromba e contrabbasso, affianca livelli grazie a chitarra classica e clarinetto. Il rischio di suonare stucchevoli, in questi casi, è da mettere in conto. Eppure Valerio Baraccani, Raffaele Pilia, Antonio Pinna e il collettivo di musicisti chiamati a collaborare, riescono a contenere nei limiti di un'affascinante sobrietà una materia sonora fluida, indeterminata e per natura protesa verso l'improvvisazione. Musica da camera che diventa un inno all'interplay (in puro stile jazzistico) su una concezione flessibile e poco canonica del ritmo, al suo massimo splendore nei cinque movimenti finali di Nomi di Albero.
(7.0/10)
Scheda: Julia Ensemble
Pubblicazione: 29 Dicembre 2011
File under: contemporanea
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