Recensione
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Genere

rock

Data di uscita

Gennaio 2012

Pubblicazione

21 Gennaio 2012

ZoCaffe

Il piglio giusto

Phonarchia

Se il mai troppo elogiato Fred Buscaglione aveva costruito una carriera a suon di swing casereccio, “bambole” e “tresette”, i toscani Zocaffe sembrano fargli indirettamente il verso pubblicando un disco d'esordio che in qualche maniera riprende lo stesso immaginario. Il tutto "aggiornato" con l'immancabile surrealismo da loser, in un quadro che dipinge i rapporti tra uomo e donna come un susseguirsi di equivoci (Aline) e accarezza l'assurdo (una Jack ai cui protagonisti, in preda alla canicola estiva, viene impedito di godere degli agi di una piscina privata), non risparmiando nemmeno il clero (Sognando Vaticano). Non bastasse l'ironia suggerita dai testi, c'è la musica a completare il quadro: lo swing-rock della già citata Jack, il garage tarantiniano misto ai Libertines dell'iniziale Che giornata, certi Negrita autoironici in Senza Te, il funk di E' solo Sesso.

La strada imboccata dalla band di Antonio Giagoni, Emanuele Baronti, Vieri Prati e Giovanni Palamidessi non è poi molto differente da quel “bitt” misto a canzone d'autore e rock & roll (“non sei bello, non sei brutto, ma ti manca quel piglio giusto” si canta in una title-track quasi rockabilly) che formazioni come I Cosi frequentano già da anni e con ottimi risultati. Nostalgie, nel caso degli Zocaffe, prese in prestito quasi senza accorgersene e rinverdite da un approccio divertente e a suo modo citazionista capace di compiere un passo ancora più deciso verso lo "scazzo" a tutto tondo.

(6.7/10)

Scheda: ZoCaffe

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Fabrizio Zampighi (Album 2012)