Recensione
Evasion Werner Kitzmüller
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songwriting Voti redazione e staff

Werner Kitzmüller

Evasion

Valeot

L'esordio dell'austriaco Werner Kitzmüller è una piacevole scoperta in bilico tra cantautorato minimale (pianoforte, chitarra acustica, qualche arco e poco altro a fare da contorno alla voce) e un carattere torvo che sembra invece ammiccare a certi suoni contemporanei/avanguardisti mitteleuropei. Vibrato da crooner e voce baritonale su arrangiamenti ridotti all'osso, spazi vuoti, ma anche accenni ambient valorizzati da un'elettronica morbida da laptop (l'iniziale Motte unisce una spoken word rigida e teutonica a qualche deviazione à la Ligeti/Tangerine Dream): la musica contenuta in Evasion è materia destrutturata, migrante, sintesi di suoni percussivi e rarefatti (Meter), parentesi cameristiche oblique (Stalker), scrittura solida (Purple) e campionamenti di voci su contributi concreti (Grenade).

In alcuni frangenti sembra di ascoltare il Blixa Bargeld più notturno (per intenderci, quello di brani come Sabrina) ed è forse questo l'elemento che più caratterizza la formula di Werner Kitzmüller dal punto di vista estetico. Assieme a un'inquietudine stilistica e progettuale che pur non lasciando facili punti di riferimento, suona evidentemente eurocentrica.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2012

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