Recensione
A Protest EP Tiny Tide
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dream pop Voti redazione e staff

Tiny Tide

A Protest EP

Kingem

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Insensibile ai nostri consigli - alle nostre suppliche! - il buon Mark Zonda continua imperterrito a sfornare titoli. Più velocemente di quanto tu riesca a recensirne. Guidato da vocine compulsive forse parenti in qualche strano modo di quelle che ossessionano il caro Bob Pollard, non tanto per la calligrafia quanto per l'incontinenza esistenziale, il comporre/suonare/incidere come ritmo cardiaco e riflesso espressivo. Suono quindi sono: è questo il movente vero della marea sottile? Lo scopriremo solo vivendo, come diceva quel tale.

Intanto faremo bene a spendere due righe anche su questo A Protest EP prima che ce ne piova addosso un altro a reclamare attenzione. Insomma. Eccoci qui, con questa copertina e questo titolo, il dolcevita rosso e la chitarra acustica un po' scudo e un po' mitragliatrice. Per forza poi ti viene il dubbio che tra primavere arabe e occupazioni di cittadelle finanziarie anche dalle parti di Tiny Tide - progetto notoriamente meteoropata - sia arrivata la stagione dell'impegno. Non è così, ovviamente: il vocabolario emotivo di Zonda prevede vibrazioni sentimentali, mnemoniche, giocose, battagliere sì ma nella misura in cui si getta il cuore oltre l'ostacolo agrodolce dei rimpianti.

Fatta salva quindi una mesmerica imitatio Dylan nell'acquario amniotico di A Forest, il resto è tutto uno sciorinare struggimento sperso Jens Lekman (Penelope), cremosità agrodolce Eels (Ape), estro caraibico Paul Simon (Little Soul Rock) ed estro onirico wave come un Marc Almond irretito Stephin Merritt (la title track, con l'ospitata-cameo di Paolo Pugliese dei Les Fauves). La scrittura un filo tenace tra devozione e attitudine. La bassa fedeltà come un timbro vocale. Mi sa che ne riparleremo presto.

(7.0/10)

Scheda: Tiny Tide

Pubblicazione: 11 Dicembre 2011

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Stefano Solventi
Stefano Solventi (Album 2011)

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