Recensione
Flumina Fennesz, Ryuichi Sakamoto
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Piano, ambient Voti redazione e staff

Fennesz, Ryuichi Sakamoto

Flumina

Touch Music UK

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Fennesz e Sakamoto vanno proprio d'accordo. Quest'anno il viennese era tra gli ospiti della reunion live della Yellow Magic Orchestra e questo Flumina è la terza collaborazione tra i due in sei anni dopo Sala Santa Cecilia (Touch, 2005) e Cendre (Touch, 2007)

In questa puntata il giapponese e l’austriaco del recente Seven Stars fanno le cose in grande, sugellando la blasonata joint venture con un elegante box cartonato contenente due CD e curato dal sodale Jon Wozencroft. I due album sono da intendersi come un corpus unico: rappresentano ventiquattro composizioni/improvvisazioni suonate in apertura di ciascun concerto del giapponese lungo l'ultimo tour. Composizioni che hanno, premeditatamente, ognuna una chiave tonale differente e sono state successivamente spedite all'amico per guadagnare una sulfurea incipriata d'elettroniche, di chitarra effettata e di synth. L'incontro finale ai KAB Studios di New York ha completato il missato sotto la supervisione di Fernando Aponte, per un risultato alquanto deludente.

L’umbratilità di Sakamoto, quei suoi modi unici nel metterci l’animo di giapponese dentro a una metafora borghese solitamente ricondotta all’occidente (0411, 0419, 0330, 0322, 0319, 0424) riportano tanto al sublime Robert Wyatt in Music For Airports quanto a una new age 2.0 via Harold Budd senza catturare nel profondo. Fennesz, astratto e impersonale, si riduce al lumicino e non si fa ricordare.

Come dire che Flumina è elegante, altero, enigmatico ma ciononostante, visto nella prospettiva storica del genere di riferimento e della carriera dei due musicisti, un lavoro autoreferenziale che ha pure poco a che fare con il moto ondoso della copertina e del clip ufficiale di 0404.

(5.0/10)

Pubblicazione: 06 Dicembre 2011

File under: Piano, ambient

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2011)

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